Relazione della commissione di indagine sulla Fondazione Teatro della Fortuna

Discussione relativa alla relazione della Commissione speciale sulla gestione della Fondazione Teatro della Fortuna
(Consiglio comunale di Fano del 9 febbraio 2026 - punto 20)

- Prima parte
- Relazione
- Seconda parte

Cavalieri: Abbiamo iscritta come comunicazione la "Relazione relativa alla Commissione speciale di indagine costituita con delibera di Consiglio Comunale n. 116 del 17/07/2025. Discussione ai sensi dell'art. 24 del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Comunale".

Devo dare alcune precisazioni perché è stata valutata in Conferenza dei capigruppo e ci sono alcune regole comportamentali da tenere in modo da coordinare l'articolo 24, se non vado errato, che prevede la Commissione speciale d’indagine che termina con una relazione scritta sui fatti accertati. La relazione viene distribuita ai Consiglieri e posta in discussione con eventuale votazione e il coordinamento con l'articolo 70 in tema di pubblicità e segretezza delle sedute. 

Chiaramente questa è una seduta pubblica, ma dal momento che si tratta di discutere su questioni che comportano apprezzamenti su qualità personali, attitudini, meriti e demeriti di persone individuate o individuabili, raccomanderei di cercare di utilizzare nel dibattito delle precauzioni, perché non si può recare pregiudizio alla riservatezza delle persone.

Quindi sì, da un lato la relazione è pubblica, però nella discussione farei un po' di attenzione. Senza dubbio suggerisco di non dire i nomi, questo è un suggerimento che anche col Segretario comunale si è deciso di darvi. Non si può fare una seduta segreta, perché l'articolo 29 dice che termina con una relazione scritta in Consiglio, quindi la discussione c’è. Prego... mozione d’ordine, dica.

Mascarin: La domanda è questa, penso che la risposta sia legata alle valutazioni che lei adesso ha riportato all'Assemblea. Tra la documentazione che è stata inviata per il Consiglio Comunale, c'è la relazione conclusiva della Commissione di indagine, ma non i verbali, che tuttavia ne fanno parte in maniera sostanziale, anzi sono la base stessa diciamo su cui si fonda la relazione. Volevo chiedere perché non sono stati inviati e perché non sono pubblicati.

Cavalieri: Le rispondo sulla lettera della norma, perché ubi lex voluit, lex dixit, ovvero dove una norma vuole qualche cosa, lo deve dire espressamente. Nella nostra norma sulla Commissione speciale di indagine, noi abbiamo scritto letteralmente che la Commissione di indagine termina i suoi lavori con una relazione scritta, la relazione viene distribuita a tutti i Consiglieri e posta in discussione, quindi non altro, la relazione scritta. Inoltre la relazione non rinvia i verbali, quindi la relazione è il prodotto finale e i verbali sono atti istruttori interni che non ho il dovere né di allegarvi, tantomeno di leggere in Consiglio Comunale perché la norma è chiara.

Segretario comunale: Oltre a questo argomento ce n'è un altro. Il nostro Regolamento sul funzionamento del Consiglio dice che il Consiglio Comunale deve assumere atteggiamenti uniformi nel tempo. L’unico precedente che ho rintracciato alla base del Consiglio Comunale è semplicemente la relazione che faceva riferimento a dei verbali che erano succintamente riportati, ma non c'era l'estratto dei verbali, né i documenti che probabilmente erano stati acquisiti, ma solo la relazione che in quel caso era di una pagina, mentre questa è decisamente più corposa.

Mascarin: Faccio una domanda di ordine pratico in questo senso. Io che sono stato un componente della Commissione d'indagine, per avere i verbali nei quali ho scritto io, devo fare un accesso agli atti?

Cavalieri: Sì, certo.

Mascarin: Mi sembra un po' assurda questa cosa.

Cavalieri: Lo può fare anche la Magistratura l’accesso agli atti, tutti. La Magistratura lo fa se ci sono dei procedimenti, ognuno secondo le motivazioni. L’abbiamo spiegato questo in Conferenza dei Capigruppo, ah lei non era presente quel giorno. Non c’era il consigliere Mascarin, o sbaglio? Non era presente, avrà avuto un impegno, comunque l'abbiamo detto a tutti questa cosa. È giustificato.

Segretario comunale: Comunque è uniforme a quanto fatto in precedenza.

Cavalieri: Oltre all’interpretazione strettamente letterale, che in una questione come questa delicata di coordinamento tra l'articolo della Commissione speciale d’indagine, il cui esito è la relazione, io ho il dover di far leggere alla Presidente della Commissione d’indagine la relazione, che è una relazione conoscitiva dei Consiglieri e serve ad approfondire gli accadimenti per i Consiglieri. Dopo si può pensare che si possa farne altro, degli articoli di stampa eccetera, però la ratio dell’istituto è questa. Quindi la relazione è quella che legge la Presidente della Commissione speciale d’indagine, ma il prodotto che esita qui è la relazione. Questo è chiaro perché è scritto a chiare lettere nel testo della norma, in più c’è anche il precedente che citava il Segretario comunale, perciò riteniamo di aver dato veramente tutte le spiegazioni del caso.

Panaroni: Lei faceva riferimento ad un precedente, però in quel caso le sedute non erano segrete, non erano a porte chiuse.

Segretario comunale: Noi abbiamo avuto un atteggiamento uniforme, pur nella perfettibilità delle nostre osservazioni. Pensiamo di aver avuto un atteggiamento uniforme, come è giusto che ci sia nell'ambito di un comportamento di Consiglio Comunale.

Cucchiarini: Solo per precisare, i Consiglieri che vogliono questi verbali possono fare una richiesta e la possono ottenere? Sono a disposizione comunque, ma non sono legati a questa delibera. Ok, è un accesso atti regolare, così rimane traccia di chi richiede e c'è anche la tracciabilità del documento, in questo senso mi sembra corretto.

Cavalieri: L’articolo è chiaro: si legge in Consiglio Comunale la relazione, il prodotto finale della vostra attività. Io lo rileggo perché non basta mai, è da una settimana che ne parliamo: "La Commissione d'indagine termina i suoi lavori con una relazione scritta sui fatti accertati, nella quale può eventualmente suggerire l'adozione di misure opportune". Questo è il vero senso: il suggerimento, se ci sono, di misure opportune. "La relazione viene distribuita a tutti i Consiglieri e posta in discussione, con eventuale votazione". Quindi è la relazione che viene distribuita, non altro, e che viene qui letta.

A questo punto darei la parola alla Presidente della Commissione speciale d’indagine, consigliera Ippolita Bonci Del Bene, per procedere alla lettura della relazione. Dopo si aprirà la discussione.

Bonci del Bene: Grazie, Presidente. Procedo con la lettura del documento.

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1) Premessa

I lavori della Commissione speciale d'indagine costituita con atto del Consiglio n. 116 del 17/7/2025 si sono svolti dal 28/7/2025 al 26/1/2026. Con questa deliberazione è stata eletta anche la Presidente di Commissione, consigliera Ippolita Bonci Del Bene, e sono stati indicati ambito e oggetto di indagine: "Gestione della Fondazione Teatro della Fortuna ed esame degli atti emessi dalla Fondazione"

La finalità della Commissione, come indicato nella delibera, è quello di accertare:

1. se siano state rispettate, come previsto dal regolamento, la concessione dei locali in gestione alla Fondazione Teatro della Fortuna;

2. l'analisi e l'ammontare di tutti i crediti vantati da società e/o cooperative che offrono servizi alla Fondazione Teatro della Fortuna;

3. l'analisi dell’ammontare di tutti i crediti vantati dalla Fondazione Teatro della Fortuna;

4. compiere ispezioni e disporre audizioni dei dipendenti o collaboratori che nel corso degli anni hanno svolto incarichi riguardanti le tematiche in oggetto;

5. richiedere audizioni volontarie ad ex amministratori comunali, a dirigenti comunali, a Presidenti della Fondazione Teatro della Fortuna che nel corso dei precedenti anni si sono direttamente occupati di tematiche in oggetto.

La presente relazione finale riassume il lavoro svolto, i risultati dell'analisi documentale e delle audizioni, le criticità rilevate e le raccomandazioni per il miglioramento della governance e della sostenibilità futura della Fondazione, come previsto dall'articolo 24 del Regolamento di organizzazione e funzionamento del Consiglio Comunale. 

Come prevede lo stesso articolo al punto 7, la Commissione si è sciolta al termine dei propri lavori.

2) Metodologia

La Commissione ha operato attraverso la consultazione dei bilanci consultivi e preventivi, i verbali del CdA, le relazioni del Collegio dei Revisori e la documentazione trasmessa dagli uffici comunali, le richieste di accesso agli atti indirizzate alla Fondazione, ai tecnici e agli ex Amministratori del Comune di Fano, le audizioni formali di soggetti coinvolti nella gestione della Fondazione, presidenti, revisori, consulenti, dirigenti e amministratori pubblici, le sedute interne della Commissione, il confronto tra le dichiarazioni rese e la verifica dei riscontri documentali, la ricostruzione cronologica delle criticità contabili dei rapporti tra Fondazione e Comune. 

La Commissione si è riunita tra settembre 2025 e gennaio 2026, ha svolto 7 audizioni più 6 sedute per organizzare i lavori, sottoscrivere i verbali e redigere la relazione finale, acquisendo documentazione amministrativa e contabile. Le attività si sono svolte nel rispetto del segreto istruttorio, ai sensi del regolamento comunale. 

Nella seduta di insediamento del 28 luglio 2025 si è stabilito infatti che le sedute si svolgessero a porte chiuse, secondo l'articolo 17, comma 2 lettere a), d) ed e) del Regolamento. I componenti hanno approvato, con qualche perplessità espressa dal consigliere Panaroni, convenendo sul fatto che ogni riunione avrebbe potuto potenzialmente recare pregiudizio alla riservatezza di persone, enti, gruppi, imprese, oltre che essere pregiudizievole agli interessi del Comune.

3) Contesto istituzionale e normativo

La Fondazione Teatro della Fortuna è un ente di diritto privato, qualificabile come ente di diritto privato in controllo pubblico, in quanto il Comune di Fano è socio promotore della Fondazione e finanzia la maggioranza delle entrate dell'ente, nomina la maggioranza dei membri del Consiglio di Amministrazione, incluso il Presidente, approva il bilancio preventivo e il piano artistico. 

Dal 2019 è in vigore il nuovo Statuto che ha rafforzato i poteri di indirizzo e controllo del Presidente e del CdA, ridefinito i ruoli gestionali e recepito i principi della normativa nazionale in tema di vigilanza e trasparenza. 

Il controllo giuridico formale sulle fondazioni spetta alla Prefettura.

4) Esiti dell'indagine e principali criticità rilevate

La Commissione, in esito al lavoro complessivo svolto, rileva che, pur in presenza di criticità non risolte e di contraddizioni ricostruttive, sia possibile delineare un quadro ragionevolmente accettabile delle vicende, delineando anche evidenti responsabilità. 

Le valutazioni che seguono sono formulate esclusivamente sulla base degli elementi conoscitivi disponibili, fermo restando che ovviamente non costituiscono accertamento di responsabilità in senso giuridico e non possono sostituirsi a competenze previste in capo ad altri organi di controllo o giurisdizionali. 

La Commissione evidenzia anche l'impossibilità di accesso ad alcuni atti richiesti al Direttore amministrativo della Fondazione, alla Fondazione ed anche alla nota riservata di passaggio di consegne tra il cambio di mandato amministrativo Aguzzi-Seri anno 2014. Ne consegue tra l'altro l'impossibilità di verificare l'attivazione di istanze di ammissione al passivo relativo ai fallimenti.

La disamina delle criticità induce la Commissione a delineare i seguenti indici di riscontro: 

a) Mancata verifica gestionale e contabile nel passaggio di Consiliatura 2014

Al riguardo risulterebbe che i precedenti amministratori abbiano redatto una nota riservata del passaggio di consegne circa talune criticità contabili e amministrative, che si presume consegnata al Presidente della Fondazione e al Sindaco. Tale nota non risulta formalmente inviata al Comune di Fano quale ente controllante. 

b) Mancata costante verifica dei residui attivi

Tale attività risultava necessaria e fondamentale per consentire un'oculata gestione del Teatro e delle necessità del servizio pubblico in questione in relazione alle risorse comunali, che tuttavia è un'attività imprescindibile per ogni gestione contabile. 

c) Mancato appostamento di un congruo fondo crediti di dubbia esigibilità

A fronte delle difficoltà di gestione dei residui, era necessario appostare prudentemente nel tempo un fondo crediti di dubbia esigibilità. 

d) Mancata segnalazione verifica circa l'esaurimento del fondo di dotazione

Risulta rimarchevole che in dieci anni di gestione non si sia mai verificata tale incresciosa situazione segnalandola agli organi competenti. Questo sia che tale fatto sia stato verificato durante la consiliatura Aguzzi, sia che si sia verificato durante la consiliatura Seri. A riguardo appare ragionevole l'ipotesi che lega l'esaurimento per cassa del fondo di dotazione con l'uso ricorrente ed ordinario del fido di conto corrente.

e) Appostamento di somme apparentemente dovute anche dal Comune di Fano senza riferimento contabile alcuno

Al riguardo si evidenza il parere del Dirigente dei servizi finanziari del Comune di Fano presente nella delibera del Consiglio Comunale 158/2025 di approvazione del bilancio della Fondazione al 31.12.2024. In tale parere giustamente la dirigente tiene a precisare, relativamente al credito dell'anno 2017 pari a 38 mila euro nei confronti dell'Amministrazione comunale "privo di giustificativi sottostanti". Si conferma che dalle scritture contabili dell'Ente non risultano residui passivi per tale annualità a favore della Fondazione. 

f) Uso del fido bancario

L'uso del fido è diventato nel tempo uno strumento di debito e non di liquidità, pertanto non appaiono del tutto convincenti le motivazioni addotte circa il fatto che l'uso dello strumento creditizio fosse legato solo alla tempistica delle liquidazioni comunali. 

g) Scudo di responsabilità relativo al direttore amministrativo

Indipendentemente dalle valutazioni circa la legittimità di tale clausola contrattuale, si osserva che il protrarsi di tale approccio contrattuale presuppone la volontà da parte del Presidente Sovrintendente di restare unico responsabile della gestione di bilancio e contabile della Fondazione. In tale contesto può essere letto il mancato adeguamento del contratto relativamente alla soppressione dal 2019 della figura del direttore amministrativo, in quanto le responsabilità che gravano sul Presidente Sovrintendente in materia di bilancio obbligavano a precise assunzioni di responsabilità. 

h) Utilizzo del Teatro

Risulta molto discutibile l'impiego di risorse della Fondazione, prevalentemente pubbliche, per manifestazioni ed eventi pubblici o addirittura privati, senza che gli stessi fossero previsti nel programma artistico approvato dal Consiglio Comunale. Tale approccio ha determinato un aggravio significativo delle criticità di bilancio della Fondazione e, nei fatti, un uso distorto delle risorse pubbliche, al di fuori di ogni regolamentazione conforme a legge. 

i) Assenza di verbali di controllo del Collegio Sindacale

Risulta che, almeno negli ultimi anni, non siano stati depositati in atti verbali di controllo infra-annuali del Collegio Sindacale. 

l) Mancata riduzione delle attività della Fondazione in relazione ai minori contributi comunali

La diminuzione di finanziamenti comunali non è valido motivo per giustificare quanto accaduto, in quanto la Fondazione avrebbe dovuto, con massima trasparenza e con una corretta rappresentazione di bilancio, fornire i dovuti elementi di conoscenza al Comune di Fano per assumere consapevolmente le decisioni. In ogni caso, alla diminuzione di finanziamenti occorre far fronte con riduzione di attività non con errate rappresentazioni contabili. 

m) Mancati controlli delle proposte di bilancio nell'ambito del Comune di Fano

Le strutture comunali competenti si sono sempre fidate delle risultanze proposte dalla Fondazione, senza mai dubitare della veridicità dei relativi bilanci e senza attivare verifiche al riguardo, pur non essendo tali attività obbligatorie, stante la terzietà formale della Fondazione, che possiede personalità giuridica ed ha un proprio collegio sindacale.

5) Livelli di responsabilità

In relazione a quanto sopra, si ritiene di evidenziare il seguente perimetro di responsabilità:

 - Fondazione: appaiono evidenti le carenze nella direzione amministrativa e contabile della Fondazione da parte della Presidente Sovrintendente, alla luce delle chiare responsabilità che vengono attribuite a tale ruolo dello Statuto anno 2019. Si rilevano in particolare la totale inaffidabilità dei bilanci sottoposti al Consiglio e una gestione incauta ed in perdita del Teatro, senza il mandato consiliare previsto in relazione al programma artistico. In ordine alla professionalità occorrente per il ruolo di Presidente Sovrintendente, si rileva che in assenza di adeguata professionalità, rileva anche una responsabilità in eligendo del Sindaco. 

 - Controverso appare invece il profilo di responsabilità del direttore amministrativo, in ragione del permanere a proprio vantaggio di una clausola esimente di responsabilità mantenuta per tutto il mandato della Presidente Sovrintendente. 

 - Per quanto attiene al CdA, si rilevano mere responsabilità omissive di mancato controllo sull'operato della Presidente Sovrintendente, in relazione al rispetto degli equilibri di bilancio complessivi, situazione che può essere attribuita all'incauta fiducia posta nella Presidente Sovrintendente. 

 - Si rilevano infine responsabilità omissive dei collegi sindacali che, mediante un'appropriata e costante verifica, avrebbero potuto intervenire tempestivamente ad ogni livello, riducendo la dimensione complessiva dello squilibrio, come appurato solo nel 2025 dal dottor Catana Vallemani. Ciò indipendentemente dalla gratuità della prestazione che deve indurre comunque, o a dare le dimissioni, o comunque ad agire con piena diligenza. 

 - Comune di Fano: in relazione alla sopra indicata culpa in eligendo del Sindaco, va evidenziato che la fiduciarietà della nomina del Presidente Sovrintendente da parte dello stesso Sindaco richiede anche una conseguente e non remissibile vigilanza sull'operato del nominato, della quale il Sindaco si deve far carico direttamente oppure per il tramite degli uffici comunali, fornendo necessarie e precise direttive. Si registra in tal senso che da ottobre 2020 a ottobre 2022 ha anche mantenuto la delega alla cultura.

6) Conclusioni e raccomandazioni

Quanto deliberato dal Consiglio Comunale n. 158/2025, incluse le significative modifiche statutarie, offre una sicura base di miglioramento della governance del Teatro per evitare le problematiche rilevate. 

 - Si raccomanda l'elevazione degli standard professionali interni alla Fondazione.

 - Si raccomandano sovrintendenza periodica e puntuale del Sindaco e dell'Assessore delegato in materia di Cultura sulla gestione della Fondazione.

 - Si raccomanda un ruolo attivo della Dirigenza Comunale, per quanto la Fondazione goda di personalità giuridica di diritto privato in controllo pubblico e sia vigilata dalla Prefettura.

 - Si raccomanda di consolidare il bilancio della Fondazione nelle sue dinamiche pluriennali.

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Cavalieri: Quindi la finalità è quel "si raccomanda", ovvero il vero prodotto della relazione. Quello è lo scopo che ha la relazione della Commissione d'indagine secondo la norma del nostro regolamento. Ci sono delle richieste di intervento? Non occorre votarlo perché contiene delle raccomandazioni, ma non delle proposte da adottare. Montalbini, prego.

Montalbini: Grazie Presidente, il mio intervento sarà molto veloce. Ringrazio innanzitutto il mio partito e il segretario che ha deciso che partecipassi alla Commissione e anche il mio Capogruppo, che sicuramente aveva più titoli di me, vi ringrazio dunque per questo onore ed onere.

Devo notare che la Commissione si è svolta con maggioranza e opposizione in maniera - lo devo dire pubblicamente - equilibrata e onesta. Ci si poteva aspettare altro, invece tra noi membri abbiamo visto rispetto, determinazione e voglia di capire le cose. Questo lo devo dire pubblicamente perché è stato un lavoro impegnativo, gratuito, ma che abbiamo fatto molto volentieri per dare delle risposte.

Sarò molto breve perché rispetto la privacy e le riserve che ci avete raccomandato, però, un po' come nella storia, il re è nudo.

Siccome abbiamo partecipato alla Commissione, senza entrare nel merito di persone o di associazioni o di enti o partiti o forze politiche, penso che sia condivisibile da tutti i membri il fatto che la segretezza, se da una parte abbia impedito alla stampa di presenziare, dall'altra ha dato la possibilità veramente di ascoltare delle dichiarazioni importanti, che forse con la stampa non avremmo potuto ascoltare. Era una norma di legge che c'era stata raccomandata, ma difendo anche la segretezza della Commissione perché i verbali sono a disposizione di chi li vorrà leggere.

Non lo faccio come membro della Commissione, non lo faccio neanche come politico o come Consigliere comunale, ma come cittadino che merita delle risposte: è incredibile come si insedi una nuova Amministrazione, si insedi un nuovo sovrintendente - che non mi pare abbia lauree specialistiche o dottorati in finanza estrema - e immediatamente, dopo alcuni mesi di normale attività, si accorga, non che qualcosa non va, ma che una nave va a picco. 

Perché c'è una differenza, l'ho detto già in Commissione: una cosa è una leggera febbre che si può curare con un antidolorifico, un antinfiammatorio, altra cosa è un malato terminale.

Quindi senza fare nomi, senza fare considerazioni, mi pare che dalla relazione sia abbastanza evidente che le parti omissive erano diverse, la gestione la vogliamo definire allegra? spensierata? incauta? Non lo so. 

Quello che so di sicuro è che quando si è insediata questa nuova Amministrazione e un nuovo Presidente, nel giro di brevissimo termine si è accorto di una situazione incredibilmente incresciosa, il che voleva dire la liquidazione della Fondazione stessa.

Quindi devo ringraziare il Sindaco, devo ringraziare l'Amministrazione, devo ringraziare gli enti e le Fondazioni che hanno sostenuto finanziariamente, perché dobbiamo dirci le cose come stanno: la Fondazione andava in liquidazione, questo è il dato. 

Nella relazione abbiamo spiegato diverse cose, non siamo noi che dobbiamo giudicare, però delle cose sono state talmente evidenti che le abbiamo riportate. Tra l'altro per i dirigenti comunali - e qui era una mia pecca, non lo sapevo - dal 2019 è incorso un nuovo Regolamento molto puntuale dava nuovi ruoli e responsabilità alla Sovrintendente, ma questo emerge dagli atti del Consiglio Comunale e del nuovo Regolamento. 

Ringraziamo che abbiamo ripreso la Fondazione per i capelli, per un'attività politica precisa, perentoria e molto decisa, per l'attività del Presidente che immediatamente ha alzato la bandiera rossa, perché di questo si trattava. Ringrazio veramente i membri della Commissione, perché in maniera molto serena, trasparente e senza caccia alle streghe, senza voler infierire, senza voler trovare ideologicamente il colpevole, la verità è emersa da sola dalle audizioni. Quindi ringrazio tutti per il lavoro fatto, ringrazio questa assise e grazie, Presidente. 

Fanesi: Presidente, anch'io ho fatto parte della Commissione e ringrazio davvero il Presidente e anche i Commissari che hanno fatto un lavoro importante, egregio. Un ringraziamento, dobbiamo dirlo, va anche a tutti coloro i quali non si sono sottratti - e avrebbero potuto farlo - a partecipare, a dare la propria opinione dentro la Commissione, perché le loro parole costituiscono il materiale vero, il vero materiale vivo su cui abbiamo dovuto misurarci. Quindi ognuno ha portato un frammento, che ha contribuito affinché si potesse arrivare a delineare un quadro davanti al quale noi oggi dovremmo trovarci. È vero, nella relazione finale ed anche durante i dibattiti non sono emerse posizioni politiche particolari. Era normale che potessero emergere, non sono emerse, anche se qualche distinguo c'è, c'è stato, è evidente, c'è stato anche nella relazione finale.

Ho firmato il documento con senso di responsabilità che ogni atto collegiale richiede e con l'intento di sostenere un percorso condiviso. È ovvio che in ogni elaborazione comune la forma scelta, il risultato di mediazione necessario, la forma può talvolta non rappresentare compiutamente tutte le priorità che io avrei evidenziato. 

Però devo dire che, ad esempio, io avrei attribuito maggior rilievo ad alcuni aspetti, ad esempio al ruolo operativo del direttore amministrativo, responsabile fino al 2019 per la predisposizione del bilancio e successivamente collaboratore del Presidente Sovrintendente, con lo stesso contratto chiaro e dettagliato rispetto alle sue responsabilità.

Le discordanze ascoltate durante alcune dichiarazioni non siamo riusciti a rilevarle nella relazione, anche perché vi è stata la mancanza di accesso ad alcune informazioni che avrebbe consentito alla Commissione una più completa valutazione dei fatti. Si tratta di elementi che ho sempre detto in Commissione, quindi non è nulla di nuovo per i Commissari che hanno sentito le mie parole.

Inoltre, purtroppo, restano aperte alcune domande. Chi e perché ha utilizzato il fondo di dotazione prima del 2014 e da chi è stato autorizzato? Quali sono stati gli esiti delle procedure di alcuni soci e sponsor falliti nel tempo? Come siano stati registrati questi crediti maturati tra il 2008 e il 2011? Infine, come si evince anche dalla lettura del verbale, credo che sia giusto considerare che le scelte e le responsabilità dell'approvazione del bilancio siano sempre collegiali, mai personali.

Ritengo anche che i meccanismi di controllo interno del Comune di Fano fatti dal Sindaco e dai dirigenti sul bilancio non siano da attenuare, anzi da rafforzare. È per questo che mi sembra il caso di sottolinearlo: tra le conclusioni della relazione abbiamo raccomandato l'elevazione degli standard professionali interni alla Fondazione - sto leggendo - e abbiamo raccomandato una sovrintendenza periodica e puntuale del Sindaco e dell'Assessore delegato in materia di cultura sulla gestione della Fondazione. Inoltre si raccomanda un ruolo attivo della dirigenza comunale, per quanto la Fondazione goda di personalità giuridica.

Credo che abbiamo già tutti riconosciuto queste cose in fase di adozione del nuovo statuto della Fondazione, l’abbiamo riportato quindi anche in chiusura della relazione e credo che abbiamo fatto un buon servizio, affinché questa Fondazione possa continuare ad esistere senza creare problemi a questa Amministrazione e a questa città. Grazie.

Panaroni: Nella relazione la Presidente alla fine non ha detto che su nove Commissari presenti in questa Commissione - lo dico io, non è una mancanza - in nove hanno firmato, io non ho firmato la relazione finale e mi preme dire il perché.

Veramente io il perché di questa non firma ai commissari l'ho detto e loro lo sanno bene nella penultima seduta che abbiamo tenuto, però purtroppo i verbali della penultima seduta, firmati da tutti, non sono allegati a questa relazione finale. 

Per cui stamattina ho fatto anche una conferenza stampa proprio per dire a tutti quanti quali sono i motivi del perché abbiamo perso, dal mio punto di vista, tutto questo tempo e alla fine non ho firmato questa relazione. I motivi sono tanti, quello che forse è saltato agli occhi più di tutti è il seguente: "Hai chiesto la Commissione, non ti hanno dato la Presidenza e quindi non firmi". No, non è quello il motivo iniziale per il quale ci siamo arrabbiati.

È proprio l’ultimo, però lo motivo: quello è stato uno sgarbo istituzionale, perché o si è creduto che noi non fossimo competenti - non è una questione di presidenza a Panaroni, è una questione di gruppo politico che portava avanti tutto il discorso - mentre all’interno del nostro gruppo ci sono commercialisti, finanziari, professionisti, avvocati, gente che era in grado di portare avanti anche da noi una Commissione così importante. E poi noi avevamo, dal mio punto di vista, una peculiarità: ovvero che politicamente siamo sempre stati equidistanti da ogni gestione politica del Teatro della Fortuna, perché eravamo lontani dall'Amministrazione Aguzzi-De Leo, così come eravamo lontani dall'Amministrazione Seri-Amati 1, Seri-Amati 2 e Serfilippi-Mirisola.

Un altro fattore importante, evidenziato tra l'altro stamattina in conferenza stampa dove mi ha accompagnato Giovanni Fontana, è che noi avevamo una memoria storica di quello che è successo all'interno della Fondazione Teatro negli ultimi 10-15 anni, per cui forse le competenze c'erano. Peggio ancora se invece fossimo stati considerati dei tagliatori di teste, non era assolutamente la nostra intenzione. Noi abbiamo sempre votato, facendo arrabbiare anche la Presidente Amati in questo Consiglio, abbiamo sempre votato contrariamente ai bilanci della Fondazione per i soliti motivi che non vi sto qui a ripetere, quello principale era che la Fondazione doveva trovare soldi sul territorio. Questo non è stato, l'Amati si arrabbiava con noi, però noi abbiamo portato avanti coscientemente e coerentemente questa nostra decisione.

Ci siamo solamente astenuti un paio di volte, una in relazione al periodo Covid e poi mi sono astenuto io due volte con il Presidente Mirisola in segno di auspicio di fiducia e di buon lavoro. 

Il motivo più importante che mi ha portato a non firmare la relazione finale è quello che è stato deciso nel nostro primo insediamento, ovvero che, sentendo il Presidente del Consiglio e sentendo il Segretario, era più opportuno svolgere le sedute a porte chiuse. Io non sono per niente d'accordo, non lo sono stato, non ho fatto le barricate per questa questione, ho solamente espresso la mia contrarietà, come giustamente è stato scritto nella relazione finale. 

Questa però, dal mio punto di vista e anche del mio gruppo, è stata la madre di tutti gli errori, che ha creato tante incongruenze, come dicevano sia Montalbini che Fanesi, di alcune questioni di cui non siamo venuti a capo, specialmente quando ci sono state risposte discordanti e non abbiamo avuto gli elementi. 

Probabilmente con il pubblico che assisteva - perché comunque il Comune di Fano, se non sbaglio, mette 500 mila euro tutti gli anni per la Fondazione e quindi si parlava di soldi pubblici - poteva avere un'altra piega lo svolgersi totale di questa Commissione d'indagine. Forse anche perché si è protratta molto nel tempo questa Commissione, alla fine eravamo tutti logori, non si è avuta la forza di convocare anche alcuni assessori che sono stati chiamati in causa nella relazione del dottor Vallemani. 

Noi abbiamo certificato che quello che diceva Vallemani era tutto vero, però quella che era la nostra vera funzione di trovare e di indicare quello che era un responsabile politico, non certo giuridico e amministrativo, non è stata svolta appieno. 

Per tutte queste mie contrarietà, principalmente per quella di aver svolto le sedute a porte chiuse io non ho firmato. Era il motivo per il quale ho voluto dirlo questa mattina e ripeterlo questa sera in Consiglio Comunale. Ringrazio del lavoro svolto comunque anche dagli altri Commissari, a partire dalla Presidente - contro la quale ovviamente non ho niente - e alla quale va riconosciuto il grande lavoro fatto in questi mesi. Grazie, Presidente.

Antonioni: Stasera c'è una certa pacatezza, io invece sono un po' arrabbiato. In qualità di membro della Commissione d'indagine, il nostro mandato era chiaro: fare piena luce su una gestione che presentava troppe zone d'ombra. Trasparenza e verità erano e restano gli obiettivi, un atto di chiarezza verso la città. Tuttavia, devo onestamente rilevare che troppi interrogativi sono rimasti senza risposta. 

Le audizioni ci hanno consegnato versioni vaghe e spesso in palese contraddizione tra loro, rendendo il lavoro della Commissione più faticoso del previsto e allontanando l'obiettivo principale, quello di arrivare alla verità. Abbiamo ottenuto risposte vaghe, al posto della semplice verità, una confusione che sembra essere quasi metodica. Tutto questo è inaccettabile. 

I cittadini pretendono e meritano la verità, è l'unico modo per restituire dignità alla politica, per far sì che tornino a credere in una politica vera. Noi come Lega - e lo ribadisco, noi come Lega - saremo sempre in prima linea a difesa della trasparenza e rivendichiamo con orgoglio la nostra coerenza, certi che in quest'aula non tutti possono farlo. Grazie.

Fiammetta Rinaldi: Anche io ringrazio tutti i Commissari che hanno partecipato a questa Commissione d'indagine, anche perché è stato un lavoro molto importante e ci ha portato comunque ad incontrarci per 17 sedute. È stato un lavoro puntuale che ci ha portato complessivamente a una ricostruzione delle dinamiche di maggior rilievo. Prima con il Dottor Vallemani, poi anche con gli uffici comunali e da ultimo la Commissione d'indagine ci ha restituito un quadro disarmante, direi, di quanto accaduto. 

Penso che sia davvero una brutta pagina amministrativa della passata gestione, che abbiamo dovuto amaramente constatare, pagina che il centro-destra è riuscito a riscrivere con trasparenza e grande impegno, consentendo di mantenere aperte le attività culturali dando certezze ai creditori e a tutti coloro che amano il Teatro. 

Penso che ci siano state nomine incongrue, mancati controlli ad ogni livello, un uso opaco del Teatro, un rimpallo di responsabilità, temi che aprono le porte a contraddizioni insanabili. Se la verità tecnico-amministrativa è ormai ragionevolmente perimetrata vorremmo ora un'assunzione di responsabilità politica. Qualcuno penso che debba delle scuse, non a noi ma alla città. 

Ostinarsi a scaricare le criticità significa offendere il senso delle cose, significa difendere l'indifendibile ed essere di fatto corresponsabili di quanto accaduto. Occorre una censura netta, occorre una parola di integrità e di autocritica: il Teatro appartiene alla città e si deve privilegiare il senso istituzionale, non un'irriducibile faziosità di partito. 

Sinceramente faccio fatica a pensare che tutto questo sia solo sfuggito di mano, senza che si avesse coscienza del fuoco che covava sotto la cenere. L'uso abnorme del fido, i mancati adeguamenti operativi alle norme statutarie, la fantasiosa gestione di residui attivi, l'irregolarità delle poste di bilancio sono fatti gravi, che ancora attendono adeguate risposte politiche da parte degli attori che ad ogni livello hanno recitato ruoli e responsabilità. 

Potremmo anche rinunciare volentieri alle scuse, di certo non riusciamo a sollecitare chi di dovere a riconoscere la verità politica di quanto accaduto. Grazie.

Marchegiani: Mi unisco anche io al ringraziamento alla Presidente e ai colleghi con cui abbiamo condiviso queste numerose sedute di approfondimento di un tema spinoso, doloroso per la nostra comunità. Ritengo tuttavia che la relazione che ci ha letto la Presidente, nonostante le lacune, non eravamo un tribunale evidentemente, non dovevamo emettere giudizi. Su questo crinale ci siamo mossi con molta cautela e anche, penso, con senso di responsabilità, registrando quelle che erano le audizioni che ci sono state messe a disposizione. 

Però, credo che nella relazione - e chi volesse con l'accesso agli atti, come viene ricordato, dei verbali - si abbiano molti elementi per far ricadere le responsabilità tecniche, amministrative e politiche. 

Dopodiché l'assunzione di responsabilità politica aspetta al buon cuore, al senso di responsabilità, all'etica dei protagonisti. Questo è evidente, è un'invocazione che viene fatta qui, ma per la Commissione, credo anche per il lavoro che doveva fare, anche da quelle contraddizioni emerse deduce una mancanza di controllo. 

Qual'era la cosa importante che la Commissione, come ricordava il Presidente prima, doveva dare? Degli input per il futuro, cosa non fare più. Penso che questo emerga dal lavoro impegnativo e faticoso che abbiamo fatto e di questo dobbiamo essere anche consapevoli e abbastanza soddisfatti. 

Mi rendo conto che si voleva qualche risposta in più, più netta, però, la complessità e i diversi protagonisti delle vicende pluridecennali hanno fatto in modo che alcune cose non sono emerse, ma credo che la sostanza fondamentale, quella che serviva, sia venuta fuori.

Forti: Ringrazio tutti i membri della Commissione per l'onestà intellettuale dimostrata. Detto questo, acquisisco piena consapevolezza dei fatti emersi e in maniera sconsolata devo constatare che probabilmente per qualcuno i soldi pubblici hanno un valore diverso rispetto ai soldi privati. Con questo sistema, sconsolato, dico che difficilmente le cose cambieranno.

Cavalieri: Voglio ringraziare anzitutto la Presidente della Commissione, consigliera Ippolita Bonci Del Bene, perché ha svolto un'attività complessa e delicata, tant'è che i 30 giorni previsti per la consegna della relazione sono stati abbondantemente superati, ma si sono rese necessarie deroghe - non si tratta di un termine perentorio - per l'acquisizione di un'attività di notizie, informazioni, documenti, audizioni complesse. 

Io la ringrazio molto perché so che è stata anche un po' tirata per la giacchetta, per il tailleur si direbbe in questo caso, perché la stampa voleva a tutti i costi avere notizie, informazioni. Qui si vede anche la maturità di un Consiglio Comunale.

Il nostro Consiglio Comunale dice che il lavoro termina con la relazione, quindi la relazione è stata letta oggi e da oggi in teoria la stampa può avere la relazione, perché è resa pubblica. 

Devo invece constatare che ci sono stati tra i Consiglieri, forse, momenti non di piena correttezza, perché qualcuno invece cedeva alle lusinghe della notorietà e ai rapporti con la stampa. Questo non è un problema per noi, ma è un problema tra voi, perché vi ricordo che avete il dovere di lealtà, di correttezza tra di voi, indipendentemente dai ruoli. Quindi se ci si era dati, come vi eravate dati, una consegna - che è anche utile in una materia delicata come questa - sulla riservatezza. 

Ho la sensazione che questa Commissione in qualche fase abbia ceduto alla tentazione di voler fare pubblici ministeri, ma non è così. La Commissione sarebbe potuta terminare anche semplicemente con le raccomandazioni all'esito di tutta l'attività svolta, che sono la vera ratio di questa Commissione. Raccomandare che cosa fare al Comune, per quanto sarà negli anni a venire, non individuare dei capri espiatori.

A questo, se c'è necessità, ci penserà qualcun altro, non è compito nostro, noi non siamo un tribunale e non siamo dei pubblici ministeri. Noi abbiamo un dovere che è quello di conoscere le cose, conoscerle meglio attraverso la Commissione di indagine, ma non quello di fare i processi a qualcuno. Noi non dobbiamo fare i processi a qualcuno. Sì, si possono anche fare, però sono vari i modi di terminare con una relazione. 

Ha colto questo spirito della norma la Commissione nella misura in cui ha suggerito delle buone prassi da adottare, ma non sempre necessariamente quando ha voluto a tutti i costi individuare dei colpevoli. Questo non lo dobbiamo fare noi con la Commissione di indagine, lo deve fare semmai qualcun altro, se del caso e se ce n'è necessità. 

Quindi grazie di nuovo per la fatica che ha fatto la Presidente della Commissione, difficile in una materia come questa, complimenti per la delicatezza e l'equilibrio con cui ha trattato una materia così complessa. Per il resto, io sono veramente d'accordo con il consigliere Stefano Marchegiani che, come me, ha colto qual era il vero senso. Io spero l'avranno colto tutti i Commissari, cui va comunque il ringraziamento per l'attività svolta, come Consiglieri, perché era un'attività delicata e molto complessa. Lo ripeto, molto complessa. 

Mario Alberto Rinaldi: Grazie, Presidente. Anche io mi accodo ai complimenti per il lavoro svolto sicuramente alla Presidente e a tutti i componenti di questa Commissione che, come Lega, abbiamo voluto fin dal primo minuto, dopo che il Presidente aveva fatto notare che c'erano dei problemi per quanto riguardava il bilancio della Fondazione. Ho sentito molti interventi di tutti i consiglieri che facevano parte della Commissione - d’altronde era una Commissione chiusa - ed io non leggendo tutti i verbali ma soltanto la relazione, ho letto più volte: "mancata verifica, mancata costante verifica, mancato appostamento, mancata assegnazione"

Quindi diciamo che se uno vuole leggere qualcosa, anche nella relazione, senza essere troppo pungente, lo legge. Quindi io vi ringrazio veramente per questo lavoro che avete fatto, perché oggi si certifica appunto la relazione che già era stata fatta anche dal Dottor Vallemani. 

Oggi si certifica un dato di fatto: ci sono stati dei grossi problemi di gestione, di bilancio e di controllo, così come è stato detto dal primo minuto dal nostro Presidente Stefano Mirisola, dal nostro Sindaco Luca Serfilippi e da tutta la nostra maggioranza, tutti i nostri Consiglieri, dal primo minuto che ci siamo insediati all'interno della Fondazione Teatro, nonché all'interno del Comune. 

Quindi, ripeto, grazie per questa certificazione, speriamo che da qui in avanti non succeda altro, però direi che per una volta avete certificato tutti quanti e possiamo mettere un punto su una cosa certa: che dei problemi c'erano e li abbiamo trovati. Grazie.

Cavalieri: Ci sono altre richieste di intervento? La consigliera Ippolita Bonci del Bene.

Bonci del Bene: Grazie Presidente. Volevo intervenire per precisare alcuni passaggi, intanto per ringraziare per le parole che mi avete rivolto, ringraziare i componenti per il lavoro che abbiamo svolto, penso, in maniera lineare e corretta.

Come è stato ribadito dal consigliere Marchegiani, ma anche dal Presidente del Consiglio, abbiamo iniziato i lavori dichiarando che non fossimo in un tribunale, per cui anche le persone che abbiamo ascoltato sono venute in un clima disteso, dove nessuno voleva trovare un capro espiatorio o un colpevole.

Si voleva fare chiarezza, come era giusto farla, perché la Commissione è stata istituita per questo e ringrazio anche chi mi ha votato della minoranza per darmi questo ruolo di Presidente, che non è stato sicuramente semplice come prima esperienza. Sono Commissioni Speciali, per cui non vengono utilizzate così spesso e anche il Regolamento lo abbiamo imparato di volta in volta insieme, confrontandoci con la Segreteria e con il Presidente del Consiglio.

Cercavamo di muoverci secondo le regole, secondo quello che ritenevamo la modalità più giusta e più corretta e per questo abbiamo deciso di fare delle sedute a porte chiuse, anche perché il lavoro della Commissione era stato preceduto dal lavoro della VII Commissione di Garanzia e Controllo.

Anche in quel contesto, quando comunque venivano fatti dei nomi, le persone dovevano uscire, quindi c'era comunque un segreto, una riservatezza da rispettare. 

Per questo abbiamo deciso di svolgere le audizioni in questa maniera, non per non dare trasparenza e per non fare chiarezza, ma per permettere lo svolgimento migliore dei lavori, nel rispetto del Comune e delle persone ascoltate. Sappiamo che questo principio di riservatezza non è stato rispettato, perché spesso abbiamo trovato molte notizie sulla stampa, quindi sappiamo che era un principio che avevamo assunto, ma che forse non tutti hanno seguito.

Questo ha reso ancora più difficili i lavori, perché comunque anche le persone audite sapevano che c'era questo accordo, quindi si sono anche arrabbiate poi di trovare dichiarazioni sulla stampa. Era anche questo il motivo, per non rischiare querele continue, la riservatezza serviva a questo. 

Potevamo convocare tantissime altre persone, sono stati fatti tanti nomi, ma abbiamo già allungato tanto il lavoro della Commissione, anche troppo, per cui a un certo punto abbiamo deciso insieme di interrompere le audizioni. 

Non perché non ci fosse altro da chiarire, però non potevamo neanche continuare all'infinito ad ascoltare persone, anche perché ad un certo punto ci siamo resi conto che certe cose ci venivano dette e altre no, quindi non aveva più senso seguire quelle audizioni, ma aveva più senso raccogliere quello che avevamo comunque trovato dai documenti forniti, dalle audizioni svolte e dalle informazioni che ci sono state date. 

Abbiamo trovato più utile arrivare a delle conclusioni, trovare un accordo e consegnare comunque una relazione condivisa, perché così si è mossa la relazione, con un clima positivo di condivisione, ovviamente con posizioni politiche differenti, ma che comunque hanno cercato di riportare i fatti accertati secondo quello che è emerso, senza fare prevalere una posizione piuttosto che un'altra. 

Mi dispiace che ci siano state un po' di discussioni finali anche sulla condivisione dei materiali, però l'ha precisato il Presidente del Consiglio ed anche il Segretario: abbiamo cercato di seguire le regole e gli articoli del Regolamento, anche se so che abbiamo scritto una relazione confidando nella parte centrale anche dei verbali delle informazioni che ci hanno dato. Concludo soltanto per dire che comunque sono un elemento importante nella nostra relazione, che abbiamo evitato di fare sintesi come nella vecchia relazione della precedente Commissione di indagine, perché pensavamo fosse più giusto riportare per intero quello che c'è stato detto durante le audizioni. 

Sappiamo che c'è questo segreto, per cui chi vorrà poi farà un accesso agli atti e potrà leggere, perché comunque i documenti sono stati tutti protocollati, quindi sia i verbali che gli accessi agli atti, tutta la documentazione che è stata fornita alla Commissione di indagine durante i suoi lavori. Grazie.

Cavalieri: Ci sono altri? Il Sindaco.

Serfilippi: Grazie Presidente. Ci tengo a intervenire per dire due cose. La prima è che la Commissione di indagine l'ha chiesta la minoranza e sono contento del lavoro che avete svolto insieme a tutti i membri, anche i qualificati interventi di oggi testimoniano la passione con la quale avete svolto questo lavoro gratuitamente.

Io personalmente non do un giudizio su quello che avete fatto, anche se onestamente mi sarei comportato diversamente sulle audizioni pubbliche e personalmente farò accesso agli atti e ai verbali. Come magari sarei andato ad ascoltare - visto che una parte della minoranza accusa l'ante 2014 - non mi sarei fatto problemi ad andare a chiamare, su base volontaria, chi era protagonista in quegli anni, quindi chi aveva fatto il direttore piuttosto che il presidente o anche l'ex Sindaco senza problemi, perché la trasparenza della Commissione di indagine penso che era importante.

Detto questo, rispetto il grande lavoro che è stato svolto, vi ringrazio, ringrazio la Presidente che sicuramente per essere alla prima esperienza non era facile affrontare un po' tutte queste volpi o volponi della politica, quindi con grande equilibrio insieme ai componenti ha governato questi momenti, queste fasi non facili, anche perché in mezzo c'erano le elezioni regionali, quindi mi rendo conto che non è stato semplice.

Mi dispiace solo una cosa, sentendo le parole di Fanesi questa sera: è molto brutto che voi oggi, dopo dieci anni che avete amministrato la città, dite che questo buco avviene dal 2014. Si risenta quello che ha detto: voi avete avuto dieci anni per amministrare, ci avete lasciato una Fondazione piena di debiti, noi abbiamo avuto i cosiddetti, il Presidente, il CdA e questa Amministrazione, di ribaltare, di fare luce su quello che è stato fatto, dando una consulenza al Dottor Vallemani, che è stata la base per ricostruire quello che abbiamo ricostruito. Speriamo che la nave che stava affondando l'abbiamo rimessa in piedi e speriamo che - insieme alla Fondazione Teatro che anche alla Fondazione Carifano e la BCC poiché hanno dato un contributo importante, altrimenti, per essere molto chiari, la Fondazione l'avremmo chiusa, bisogna dire le cose come sono andate - oggi speriamo di aver rimesso la barca in navigazione, sperando che continui il sostegno, come c'è stato anche il sostegno dei cittadini. Mi dispiace solo che oggi, nel 2026, dopo dieci anni di Amministrazione, ancora si rivada a rinvangare delle cose avvenute ante 2014. 

Detto questo il sottoscritto, rispetto al lavoro della Commissione, farò accesso agli atti. 

Se ci saranno delle dichiarazioni da inviare agli enti competenti - che penso che guarderanno questo verbale della Commissione speciale d'indagine - non mi esimerò dal farlo, perché è chiaro che è importante, quando delle persone amministrano i fondi pubblici, dire in maniera trasparente come vengono spesi e come vengono impegnati. La Fondazione Teatro non gestisce i soldi di casa propria, gestisce i fondi che per otto decimi sono del Comune di Fano.

Quindi, siccome il Comune di Fano è tenuto tutti i giorni a rendere pubblico come spende i propri soldi, la stessa cosa la deve fare la Fondazione Teatro, anche se è una fondazione privata. Noi approviamo i bilanci qui e mi auguro che con il nuovo Statuto i revisori della Fondazione - a maggior ragione con il revisore unico che sarà pagato - faranno maggiori controlli e maggiori verifiche sullo stato di andamento di un ente di diritto privato, perché il controllo rimane in capo al pubblico.

L'unica nota che mi sento di dire sulle colpe del Sindaco, qui c'è un termine in latino, non so se è frutto vostro, però onestamente con tutte le cose che ho da fare adesso non è che sto tutti i giorni a chiamare il Presidente Mirisola, quindi non penso che il mio predecessore tutti i giorni stava a chiamare Catia Amati.

Buon lavoro a tutti e complimenti per quello che avete fatto. Grazie.

Cavalieri: Fanesi, in che cosa consiste il fatto personale?

Fanesi: Il Sindaco ha richiamato una parte del mio intervento assolutamente in maniera scorretta. Siccome stavolta l'ho scritto, se vuole le do la copia. Ha richiamato una parte del mio intervento in maniera scorretta. Ho finito. La gente l'ha visto, ha sentito le mie parole e comunque ho la relazione scritta, quindi non si preoccupi, Sindaco. Pensi a quello che ha detto lei. Grazie.

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