La Scimitar secondo i creativi dell'Ecomuseo della marineria
La Scimitar e il progetto dell'Ecomuseo diffuso della marineria: da motovedetta a navetta
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| La Scimitar in versione ristorante galleggiante |
La Scimitar, motovedetta per addestramento della Royal Navy (P271 HMS Scimitar), fu costruita nel 1969 dai cantieri Vosper Thornycroft di Porchester. Caratterizzata da uno scafo in legno lamellare, partecipò alla parata per il Giubileo d'argento di Elisabetta II nel 1977 e successivamente prestò opera di pattugliamento nel mare di Hong Kong.
La storia militare della Scimitar terminò nel 1981: smantellata e messa all'asta, dopo alterne vicende e traversie giudiziarie per essere stata utilizzata per il contrabbando di sigarette, nel 1991 giunse a Fano, dove subì un rovinoso incendio e dove rimase ormeggiata per oltre un decennio.
Nel 2001, il comandante della Capitaneria di Porto di Fano, Giovanni Greco, e il responsabile di Coomarpesca, Marco Pezzolesi, idearono la trasformazione della Scimitar in un ristorante galleggiante per promuovere il pesce locale, sul modello del self-service "Pesce Azzurro".
La ristrutturazione fu avviata nel 2006 presso i cantieri navali "Ascolani" di San Benedetto del Tronto, dove fu trainata per il refitting. Sullo scafo, unico elemento rimasto dell'imbarcazione originaria, fu ricostruita l'attuale struttura in legno.
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| "La storia della Scimitar in 60 secondi" (viveresenigallia.it) |
Il progetto del ristorante, descritto come "un sogno in una conchiglia di mogano" nel depliant di presentazione, non ha garantito la sostenibilità a lungo termine e nel 2023 la Coomarpesca ha donato la Scimitar al comune di Fano, sollevando critiche per gli oneri economici di cui l'amministrazione comunale si è gravata diventandone proprietaria.
Per valorizzarla si è deciso di destinare la Scimitar a sede del "Centro museale digitale sul mare e sulla civiltà marinara", nell'ambito del nascente Ecomuseo diffuso della marineria, presentandola come "navetta".
Tuttavia, i progettisti incaricati di trasformarla in un museo interattivo, che la descrivono come una navetta degli anni cinquanta usata per viaggi alle Tremiti e proponendo un "refitting filologico" – un termine che implica un restauro storicamente accurato – dimostrano di non conoscerne affatto la storia.
Questo disattende le aspettative dei fanesi, che si aspettano un progetto capace di celebrare il profondo legame della città con il mare, non di travisarne la storia marittima.
«La navetta, da allestire con le più avanzate tecnologie immersive, potrà essere "monumentalizzata" oppure ormeggiata e galleggiante.
Lo scafo di quercia già esiste: andrà sottoposto ad un refitting filologico per essere musealizzato.
Una piccola nave degli anni cinquanta, tutta di legno, perfettamente restaurata e levigata, al centro di una grande area davanti al mare.»
«Si affittava negli anni cinquanta per andare in vacanza alle Tremiti: una barca elegante e spartana a un tempo, costruita nello stile semplice delle marinerie tradizionali.»
Relazione allegata alla delibera di giunta n. 562/2023
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