Possiamo disegnare con grande certezza la Basilica di Vitruvio

Conferenza relativa al rinvenimento della Basilica di Vitruvio

Intervento del dott. Andrea Pessina
Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino
19 gennaio 2025, Sala Ipogea Mediateca Montanari

Grazie signor sindaco e soprattutto un benvenuto a tutti voi presenti che affollate numerosi questa stanza anche a testimoniare la trepidazione con la quale la cittadinanza di Fano e gli organi di stampa stanno seguendo le nostre ricerche.

Riassumerò un po' brevemente quelle che sono state le nostre scoperte ed uso volutamente il plurale perché come vedrete la Basilica di Vitruvio è certamente il rinvenimento più importante e sensazionale, ma non è l'unico rinvenimento scaturito da queste attività di archeologia preventiva che sono state attivate nell'ambito di un progetto PNRR del comune di Fano che prevede appunto la ripavimentazione e riqualificazione dell'area di piazza Andrea Costa.

Tavola con evidenziati i resti dei vari edifici (AdArte)

Di Vitruvio abbiamo abbondantemente parlato, il sindaco ha già ricordato che nel quinto libro, nei paragrafi dal 6 al 10, Vitruvio parla in maniera estremamente estesa, si dilunga sulla costruzione di questa Basilica, da lui seguita direttamente, ma soprattutto la sua descrizione è estremamente precisa perché ci dice il numero delle colonne, l'edificio era un edificio a pianta rettangolare, otto colonne sul lato lungo, quattro colonne sul lato breve, naturalmente il lato che si apriva verso il Foro aveva due colonne in meno, ci parla del diametro di queste colonne, cinque piedi romani, circa 150 centimetri, per l'esattezza 147 secondo gli studiosi e, appunto, ci parla di questo ordine gigante di queste colonne perché erano colonne imponenti che raggiungevano 15 metri d'altezza e queste colonne avevano addossate poi delle paraste, ovvero dei pilastri che servivano a sostenere il pavimento del piano superiore.

La Basilica (edificio E)

Quindi una descrizione molto precisa, una descrizione che ha permesso nei secoli, a partire fin dai primi illustratori, di proporre delle ricostruzioni di questa Basilica, ma soprattutto anche una ricostruzione che poi ha aperto un secondo problema, quello di localizzare, di collocare la Basilica all'interno della città romana di Fano, perché il sottosuolo di Fano è estremamente ricco di rinvenimenti, di complessi anche di grande dimensione di età romana che fanno veramente pensare a un autentico tesoro, insomma un vero e proprio giacimento culturale.

Anche qui dove noi ci troviamo, immediatamente a lato abbiamo i resti di quello che ad esempio è stato interpretato come un augusteo.

Vi erano state varie ipotesi sulla localizzazione della Basilica e una di queste, soprattutto la dobbiamo al professor Clini, presente in aula, del Politecnico delle Marche, che aveva, sulla base anche di una serie di rilievi georadar, fatto due ipotesi su dove potesse collocarsi questa Basilica.

Gli scavi che presentiamo oggi hanno confermato che effettivamente la Basilica era collocata, grosso modo, tra piazza Andrea Costa e piazza degli Avveduti.

Ora, devo dire, ci sono poche certezze in archeologia, questo dobbiamo sempre ricordarcelo, però noi stessi venerdì scorso, perché venerdì è stato il giorno cruciale, siamo rimasti impressionati dalla precisione, potremmo dire millimetrica, centimetrica, con la quale la sovrapposizione della pianta della Basilica dettata dalla descrizione di Vitruvio, con quelle che erano le prime quattro colonne trovate nell'ambito dell'intervento di archeologia preventiva su piazza Andrea Costa, quando abbiamo voluto, d'accordo con l'amministrazione, andare a cercare la prova del nove, per cui si è deciso, veramente in maniera molto veloce insieme all'assessore dei lavori pubblici, di aprire un piccolo sondaggio in piazza degli Avveduti, dove, secondo questa planimetria ipotetica, avrebbe dovuto trovarsi la colonna d'angolo tra il lato lungo e il lato corto e, puntualmente, in un sondaggio di poco più di un metro e mezzo di dimensioni - lo vedete perché attualmente c'è la toppa di asfalto - è emersa la quinta colonna, la quinta colonna d'angolo come prova il fatto che è dotata di pilastri su due lati.

Quindi abbiamo una coincidenza assoluta con quella che è la descrizione vitruviana e la proposta del professor Clini.

Ricostruzione delle Basilica da TAUS P. e CLINI P. 
(da lavalledelmetauro.it)

È stato anche rinvenuto, peraltro, un muro che chiudeva il lato sud-occidentale, sempre d'età romana, dotato d'intonaco e io credo che veramente sia difficile poter avere delle conferme così precise.

Possiamo, quindi, disegnare con grande certezza la Basilica.

Ora si pone, semmai, un altro problema, che cosa è rimasto della Basilica, perché, purtroppo, alcune colonne sono conservate, altre, invece, sono state, in qualche modo, intaccate dalle vicende secolari che hanno interessato questi spazi urbani, quindi dalla costruzione, ad esempio, del convento di San Daniele o delle case di età medievale o di età moderna. Quindi, ad esempio, non abbiamo il pavimento, ma abbiamo solo il livello di preparazione dello strato pavimentale, che però è ancora riconoscibile. Abbiamo trovato anche due basi in pietra che, probabilmente, ospitavano dei podi con delle statue o, forse, relativi all'ingresso.

Ma la cosa, però, fondamentale è che poter collocare la Basilica in maniera così precisa ci fornisce quel punto d'appoggio, come dire, dal quale possiamo sollevare il mondo.

Sappiamo, infatti, dalla descrizione vitruviana che la Basilica era posta in asse con il Tempio di Giove che si apriva dall'altra parte del foro e questo ci dà, quindi, una chiave di lettura delle tante evidenze archeologiche di grandissima importanza che conosciamo da tempo qui a Fano.

Una di queste è sicuramente l'edificio romano che si trova sotto la chiesa di Sant'Agostino, un edificio di dimensioni veramente notevoli. Da tempo si pensava, cioè era stato ipotizzato agli inizi del novecento, che potesse essere quella la Basilica, ma poi si era optato per un'interpretazione che vede questi resti come le sostruzioni di un grande Tempio.

Possiamo dire, alla luce proprio delle scoperte di questi giorni, che effettivamente, con molta probabilità, si tratta del Tempio di Giove, quindi tutte cose che noi abbiamo, se vogliamo, l'obbligo di chiarire in un futuro non certo breve ma, insomma, a venire.

L'altro punto che resta però da chiarire riguardo alla Basilica è la conformazione per quanto riguarda la sede del Tempio di Augusto.

Nell'ipotesi, nelle varie sostruzioni, noi abbiamo un piccolo ambiente semicircolare dove appunto veniva svolto il culto dell'imperatore ma anche e soprattutto veniva amministrata la giustizia perché spesso ospitava il tribunale.

Edificio C

Ad esempio, su questo dettaglio rilevante non abbiamo ancora elementi, che dovranno essere cercati con il proseguo delle ricerche, ma nelle diapositive che credo stiano scorrendo, voi potete vedere anche gli altri edifici di età romana che nel corso delle campagne di archeologia preventiva, svolte peraltro, permettetemi di ricordarlo, dalla cooperativa AdArte, che ringrazio per la bravura e soprattutto la passione con la quale ha operato in questi due anni, sono presenti in sala i ragazzi che hanno lavorato anche con avverse condizioni climatiche.

Bene, dalle ricerche possiamo dire che abbiamo trovato anche molte altre cose.

È prematuro dare delle interpretazioni definitive, questo credo che sia importante chiarirlo, però ad esempio subito dietro la Basilica è molto probabile che abbiamo individuato il macellum di età romana, un edificio, una sorta di mercato per la carne e il pesce che in genere aveva nella corte interna una costruzione ottagonale od esagonale, così come negli interventi del 2024 gli archeologi avevano messo in luce tutta una serie di elementi che fanno pensare all'esistenza anche di un edificio termale, con marmi policromi, una vasca eccetera eccetera.

Edificio B

A tutto questo che già ci prefigura, come dire, un impegno notevole per gli anni a venire, ma soprattutto veramente la possibilità di scoperte sensazionali, dobbiamo aggiungere i risultati degli scavi compiuti sempre dalla nostra Soprintendenza in via Vitruvio dove erano emersi tutta una serie di ambienti con marmi policromi che dobbiamo interpretare come i resti probabilmente di un edificio pubblico e che in qualche modo ci fanno pensare al centro di Fano come a una gigantesca area archeologica con veramente delle notevoli potenzialità.

Io ho finito, immagino che ci saranno eventuali curiosità e in caso inviterò anche i funzionari archeologi, soprattutto voglio ringraziare Ilaria Rossetti, l'attuale funzionario di zona, Ilaria Venanzoni che prima di lei ha seguito con molta attenzione Fano e poi Stefano Finocchi e Tommaso Casci Ceccaci che costituiscono il gruppo che sta lavorando su questo straordinario progetto.

Domande di Lorenzo Furlani del Corriere Adriatico

Quindi ora cosa succede? Si darà via ad una grande campagna di scavi?

Dunque, il primo passo è sicuramente quello di reperire delle risorse.

Perché, come è stato abbondantemente chiarito, dobbiamo ultimare gli scavi. Non intendo dire in maniera estensiva, perché sarebbe veramente tanto, però almeno in questa fase dobbiamo avere contezza del livello di conservazione dei resti della Basilica. Perché eventuali progetti di valorizzazione futura non possono che partire dal livello di conservazione di questi resti.

Quindi, sono felice che ci sia stato l'intervento del Ministro, perché testimonia in maniera solida la vicinanza degli uffici centrali del nostro Ministero. La prima cosa che farò a partire da domani sarà quella di cominciare a vedere quali possono essere le fonti di finanziamento.

Ad oggi, però con la cautela che a questo punto è necessaria, non sono emersi motivi ostativi per il completamento dei lavori. Naturalmente ci dovranno essere probabilmente delle varianti e degli aggiustamenti.

Nel senso che si lasceranno delle zone visibili? 

No, questo ancora non lo sappiamo, perché come potete immaginare, come vedrete anche visitando gli scavi, ci sono molte differenze di quota, c'è un problema dei resti che lasciati all'aria aperta potrebbero deteriorarsi velocemente, perché come dicevo il piano pavimentale è conservato solo per quanto riguarda la fase di preparazione.

Abbiamo un letto sostanzialmente di calce, di malta e calce, che lasciato esposto alle intemperie potrebbe non preservarsi. Abbiamo, come ho già detto prima, bisogno di raccogliere tutti i dati per poi poter pensare a quali forme di valorizzazione possono aprirsi. Al momento non lo sappiamo.

C'è naturalmente il tema del completamento dei lavori PNRR, c'è il tema anche di restituire almeno in parte la piazza ad un minimo di attività, di normalità. Lo chiedono i negozianti, giustamente, che si affacciano sulla piazza. Come potete ben capire, venerdì alle 15 abbiamo fatto questo rivenimento, dobbiamo ancora metterci intorno a un tavolo.

Come ha già proposto il sindaco, sarà necessario creare un tavolo tecnico in modo da vedere le varie soluzioni che possono aprirsi. È evidente però che la questione dei finanziamenti è prioritaria, è fondamentale per qualsiasi tipo di operazione.

Comunicato della Soprintendenza AN-PU del 20/01/25 

Commenti

Post più popolari