2026-02-03 radiofano zacchili

Intervista a Dino Zacchilli (presidente del Centro Studi Vitruviani) condotta da Anna Rita Ioni. 
RadioFano, 3 febbraio 2026

L'intervista celebra la recentissima scoperta archeologica della Basilica di Vitruvio a Fano, emersa negli scavi di piazza Andrea Costa (iniziati per lavori di riqualificazione della piazza). 

Si tratta dei resti dell'opera architettonica descritta con precisione nel suo trattato De Architectura.

Zacchilli esprime grande emozione mista a preoccupazione: la corrispondenza millimetrica tra le misure descritte da Vitruvio e i resti emersi (colonne, pianta rettangolare, proporzioni) dimostra definitivamente che Vitruvio non solo teorizzò l'edificio, ma lo costruì davvero a Fano

Questo chiude secoli di dubbi e false piste (es. scavi sotto Sant'Agostino o di via Vitruvio), rivoluzionando la ricostruzione urbanistica della città romana antica (il Foro cambia orientamento, si aprono nuove ipotesi su altri monumenti).

Zacchilli sottolinea l'importanza storica: i resti sono un documento materiale unico, forse più rilevante del Partenone o del Tempio della Concordia, perché questa basilica ha formato l'architettura occidentale dal Rinascimento con Palladio, fino a Le Corbusier e Renzo Piano. 

Vitruvio trasmette un messaggio etico: l'architettura deve essere bella e armonica per il benessere dell'uomo e dei cittadini (concetto attualissimo per i piani urbanistici odierni e l'uso del suolo).

Riguardo alla "vitruvio-mania" (boom di visite guidate, proposte di ricostruzioni fantasy, videomapping, con strutture metalliche tipo Siponto), Zacchilli invita alla prudenza e invita a evitare approcci "carnevaleschi" o frettolosi. Prima vanno completati gli scavi da parte della Soprintendenza, con eventuale ampliamento in piazza Avveduti, vanno acquisiti tutti i dati materiali, poi andranno consultati gli studiosi

Servono visione, coraggio, risorse da parte di Stato e Regione, e collaborazione per bilanciare conservazione, vita cittadina e valorizzazione turistica.

Il Centro Studi Vitruviani, che da decenni credeva nella possibilità di identificare la Basilica, ora vive un momento di grande attenzione: ha organizzato incontri settimanali ("giovedì di Vitruvio") nella sede di via Arco d'Augusto per raccontare Vitruvio in modo accessibile. Prossime attività: mini-ciclo di incontri a Pesaro, incontri presso la Mediateca Montanari, nonché la Vitruvio Summer School di giugno 2026 (con lezioni sul campo), nuovo numero della rivista Vitruvium e allestimento della biblioteca per la fruizione del gemello digitale delle mura.

Zacchilli conclude auspicando che Fano sfrutti l'opportunità in modo intelligente e di alto livello: la notizia ha avuto eco mondiale (da India a Cina, Nord America, Europa), nessun sindaco fanese aveva mai raggiunto tale visibilità. La città è uno "scrigno" di tesori romani (mura meglio conservate dopo Roma, Arco d'Augusto, teatro, ecc.), con Vitruvio possibile ispiratore/urbanista originario. Serve sangue freddo, determinazione e coinvolgimento di tutta la comunità per trasformare la scoperta in ricchezza culturale duratura, senza errori.

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I: Da Anna Rita Ioni, buongiorno, in questo martedì 3 febbraio, in cui ancora parliamo della scoperta della Basilica di Vittorio, cerchiamo di fare qualche considerazione e ne parliamo con chi in queste ricerche ci ha sempre creduto, su basi estremamente scientifiche, creando un Centro che ha richiamato grandi studiosi, mi vengono in mente Pierre Gros o Salvatore Settis, tanto per fare due nomi conosciuti a livello mondiale, è il Centro Studi Vitruviani, di cui parliamo questa mattina con il presidente Dino Zacchilli. Buongiorno Dino.

Z: Buongiorno Anna Rita, buongiorno a tutti voi. 

I: Allora, innanzitutto la prima sensazione, rimaniamo nel campo delle emozioni. Che cosa hai provato quando c'è stata la certezza, vista la coincidenza millimetrica delle misure di quanto è emerso negli scavi in piazza Andrea Costa, con quanto aveva scritto Vitruvio nel De Architectura

 Z: Beh, dire di essere stato emozionato è poco, emozionato e preoccupato allo stesso tempo, perché si apriva da una parte, si metteva un punto fermo, perché che Vitruvio avesse costruito la Basilica da alcuni studiosi era pura messa in dubbio, si diceva ma forse l'ha scritto, ma poi non l'ha realizzata.

E quindi il primo dato importante sul piano storico è che non solo l'ha scritto, non è un racconto letterario quello di Vitruvio, ma è una sorta di relazione tecnica della sua opera.

Quindi l'ha fatta perché ci sono i documenti materiali fisici. 

Secondo la rispondenza esatta tra le misure descritte e date da Vitruvio nel De Architectura e i resti archeologici sul posto, che hanno tagliato definitivamente la testa al toro e stabilito che quella è la Basilica di Vitruvio.

E a Fano, l'ha costruita ed è esattamente nelle misure che lui ha descritto. 

Ovviamente definendo anche l'assetto urbanistico della città perché tutte le ricostruzioni fatte finora, anche delle piante, delle mappe, anche alcuni video che sono stati realizzati nel tempo, anche da noi del Cntro Studi, che collocavano come ipotesi probabile la Basilica a lungo via Vitruvio, tanto per intenderci, a questo punto è di qua, quindi anche il Foro cambia direzione e conseguentemente gli archeologi e gli storici riescono meglio a stabilire quali sono e dove sono gli altri monumenti.

I: Diciamo che poi ne abbiamo parlato nei giorni scorsi con il professor Paolo Clini, che per 30 anni dall'interno del Centro Studi Vitruviani, ma anche come studioso, come docente all'Università Politecnica delle Marche, ci ha sempre creduto, ha sempre continuato a cercare. 

Abbiamo cercato di capire anche quelli che nel corso degli anni erano state un po' le false piste, che però hanno una loro importanza in questo quadro che emerge, come gli scavi di Sant'Agostino, individuati - ricordo quando sono arrivata a Fano, mi portarono a vedere lì, mi dissero questa è la Basilica di Vitruvio -  l'importanza invece di quello che adesso è il Tempio di Giove, oppure il falso allarme, fra virgolette, con quanto si era trovato in via Vitruvio. 

Insomma, una chiacchierata estremamente interessante, compreso l'interrogativo che molti si sono posti, perché non prima, perché adesso, visto che in fin dei conti li sono stati fatti in Piazza Andrea Costa, sottoservizi, eccetera, viene da dire, ma non si volevano vedere, non si sono visti, sono emersi per fortuna soltanto dopo, la Svraintendenza ci ha creduto adesso molto a fondo, insomma, la realtà è comunque che adesso c'è questo.

Hai detto all'inizio estremamente soddisfatto, emozionato, ma anche preoccupato, perché effettivamente adesso è scoppiata la vitruvio-mania. Diciamo che anche a pagamento di 10 euro in tanti stanno andando a seguire le visite guidate agli scavi di Vitruvio. Si aprono prospettive sottolineate come attrazione turistica mondiale.

Quello che è certo finora è che gli studiosi sicuramente potranno venire da tutto il mondo a vedere quello che è. Capire come questo possa diventare un'attrazione turistica per chi non ha confidenza culturale con Vitruvio bisognerà capire come. 

E poi c'è questa vitruvio-mania che porta a avere tante idee, creiamo una sorta di Fantasy World dove ricostruiamo una finta basilica di Vitruvio, creiamo lì sopra una struttura di metallo, facciamo dei videomapping per spiegare. 

Da chi appunto Vitruvio l'ha sempre studiato in maniera scientifica, che cosa ti senti di dire in questa sorta di febbre, quasi parossistica, vitruviana che sta scoppiando ovunque? 

Z: Quello che mi sento di dire sinceramente è questo, evitiamo a Fano di fare sempre carnevale, perché questa è una partita molto complessa, molto delicata.

Tutte le suggestioni, le idee possono essere utili, però dal mio punto di vista sono assolutamente premature, perché prima di tutto bisognerà dare tempo alla Soprintendenza, agli archeologi e all'amministrazione comunale - mi pare che questa sia l'intenzione - di andare a vedere, allargare gli scavi e stabilire quanto resta ancora del monumento e come si può leggere anche ciò che gli sta intorno. 

Ci sono ipotesi a questo punto anche di scavo in piazza Avveduti, altre cose sappiamo sono sotto gli edifici: è una partita molto complessa. Quindi prima diamo tempo agli archeologi di restituirci tutto il dato materiale possibile. Dopodiché gli studiosi, noi abbiamo un comitato scientifico che comprende i migliori studiosi del campo, insieme a quelli locali senza nulla togliere ai nostri, voglio dire a Paolo Clini, Oscar Mei e altri, che potranno essere sentiti, consultati in modo da avere anche il conforto per prendere delle decisioni, perché io credo - e non vorrei essere nei panni del sindaco - ci vuole grande coraggio, avere una visione, valutare bene gli effetti di qualsiasi azione tu intraprendi e, soprattutto, cercare le risorse necessarie per qualsiasi idea tu volessi sviluppare.

Certo non abbiamo il Tempio della Concordia di Agrigento o il Partenone, abbiamo un documento, però, importantissimo, da un certo punto di vista anche più importante dei due monumenti che ho citato, perché? Perché quel documento lì di cui abbiamo i resti materiali è stata la pagina di formazione di tutti i grandi maestri del Rinascimento, su su, fino a Palladio, fino a Le Corbusier, fino a Renzo Piano che diceva che bisogna noi professionisti ripartire da Vitruvio leggendo anche il messaggio etico di Vitruvio, perché Vitruvio ci dice nel suo libro a che cosa serve l'architettura. 

L'architettura è per l'uomo, le architetture devono essere belle, armoniche perché devono far star bene la gente, il bello fa star bene, la bella architettura, le belle città fanno star bene i cittadini. 

I: E nel momento in cui tutte le città sono impegnate a fare il PUG direi che è un messaggio che deve essere ricevuto a livello generale. 

Z: L'etica vitruviana va riscoperta, ne parla anche l'architetto Cucinella, voglio dire che l'architettura è per l'uomo e che le città devono rispondere alle esigenze del benessere dei cittadini.

Anche l'uso del territorio, del suolo va inteso in questo modo.

Non per niente io qualche anno dietro lanciai il "giuramento di Vitruvio" anche per i sindaci ed è una bella sfida, temo che nessuno lo farà perché nel momento in cui tu vai a progettare, programmare devi tener conto di che cosa metti sul territorio e, quindi, se non rispondi alla visione etica che a Vitruvio non riesci a fare il giuramento di Vitruvio. 

Comunque sono discorsi che magari riprenderemo in altra sede... e quindi quella pagina lì dicevo è una pagina straordinaria, noi ne abbiamo il documento materiale quindi sicuramente è una cosa importantissima. 

Dopodiché, tutte le idee di musealizzazione in situ, le idee di valorizzazione del sito archeologico possono essere tutte belle, tutte brutte, però, ripeto bisogna prendere una strada che dovrà conciliare insieme la conservazione di questo straordinario documento archeologico con la vita della città, con la fruizione dello stesso anche in funzione turistica, certo anche in funzione turistica ci mancherebbe, dici Vitruvio ne parla il mondo, l'eco avuto dalla notizia sui giornali internazionali è stata straordinaria, ho detto al sindaco qualche giorno fa nessun sindaco di Fano ha visto il suo nome andare dall'India alla Cina all'Argentina al Nord America e a tutta Europa, non è mai successo, quindi dici Vitruvio ne parla il mondo. 

Dobbiamo essere consapevoli di questo, innamorarci di Vitruvio, fare nostro questa tradizione, questo valore e questo legame, però nello stesso tempo farlo in maniera intelligente, farla ad un livello possibilmente alto, senza far scadere la questione a iniziative che attengono più a momenti carnevaleschi che non alla gestione di un patrimonio culturale di questa portata. 

I; Sì, effettivamente appunto è un momento di grande esaltazione giustamente ma anche un momento di grande responsabilità per chi poi dovrà valutare che strade intraprendere perché tutto questo sia veramente una ricchezza non solo fanese, ma per il mondo della cultura, con grandissima attenzione a non fare errori. 

Credo che in questo caso la fretta sia un po' nemica di tutto questo e voler mettere a frutto diciamo in fretta tutto questo ...

Z: Qui ci vuole visione, determinazione e sangue freddo e collaborazione a tutti i livelli ovviamente qui non può essere la città da sola a gestirsi questa situazione, ci deve essere a fianco lo Stato, la Regione e credo che si possono fare cose molto molto importanti e anche con ricadute molto positive per la città, però ci vuole grande coraggio e grande fermezza. 

I: E fra l'altro a proposito di Vitruvio-mania diciamo che il Centro Studi Vitruviani si ritrova un po' a essere al centro anche di una rinnovata, o forse mai così avuta, attenzione, diciamo che già ci sono delle iniziative per esempio giovedì che cosa farete? 

Z: Ma dunque era un'idea che già avevo cioè di far diventare il Centro un po' un piccolo centro culturale, noi stiamo allestendo una biblioteca, abbiamo materiali, abbiamo ad esempio il gemello digitale di tutte le mura che ancora nessuno ha visto, né nessuno ha utilizzato, nessuno ha navigato dentro il modello, abbiamo tutta la carta archeologica.

Ecco vorremmo creare in prospettiva e ce lo siamo detti anche in assemblea con i soci, perché dovremmo rinnovare lo statuto, vorremmo creare anche un gruppo di "amici di Vitruvio" e allora per fare questo abbiamo invitato chi vorrà a venire da noi, noi gli raccontiamo un po' alcune cose, gli raccontiamo Vitruvio, gli raccontiamo la sua opera, il suo influsso nel tempo, la sua lezione e anche il suo specialissimo rapporto con Fano, lo facciamo nella nostra sede facendo vedere anche alcune cose.

Il primo appuntamento è giovedì nella nostra sede, in via Arco d'Augusto 81, alle 17 e però è un primo appuntamento, perché poi replicheremo, ogni giovedì faremo una sorta di giovedì di Vitruvio, anche perché la nostra sede è più di 25 persone, forse massimo, non riusciamo. 

Appena abbiamo lanciato, io pensavo oggi di mandare un comunicato stampa, in realtà appena ho messo l'annuncio sulla pagina facebook del Centro Studi sono piovute le telefonate e abbiamo già praticamente esauriti i posti per giovedì, per cui invito chi comunque è interessato a prenotarsi per il prossimo e poi lo pubblicizzeremo ancora. 

I: Il telefono è 0721-175162.

Z: Esatto, è il telefono del Centro, e poi facciamo questi piccoli momenti educational, per usare una parola che sanno coloro che parlano bene. Credo che ci sia, si è svegliato, questo è positivo, si è risvegliato un grande interesse, in fondo fino a qualche giorno prima, diciamocelo, del Centro Studi Vitruviani e anche di Vitruvio stesso, non è che ci fosse grande curiosità. 

Poi è cambiato il vento, io spero che la città, anche l'amministrazione sia portata ad avere ma anche maggiore attenzione verso quello che facciamo, perché nel 25 ce n'è stata un po' poca di attenzione verso il Centro Studi, anche sul piano delle risorse, però quello che è successo io credo che darà nuove ragioni di sostegno e di azione comune.

Noi abbiamo detto all'amministrazione che siamo a disposizione con tutto il comitato scientifico per qualsiasi percorso che riguarda il rinvenimento della Basilica, ma diciamo anche ai cittadini venite a trovarci, se volete conoscere Vitruvio vi raccontiamo un po' di cose in maniera semplice senza lezioni accademiche. 

I: Fra l'altro appunto un tour anche fuori fan, ho usato il termine tour perché diciamo che la nostra provincia, che per chi dovesse venire a visitare la Basilica di Vitruvio da molto lontano, faccio sempre l'esempio del Giappone, la nostra provincia è un piccolo centro che si visita in due giorni tutto quanto, per la mentalità di un giapponese che in tre giorni vuole visitare tutta Roma. Ci sono gli scavi ecologici di Fossombrone, Sant'Angelo in Vado, il museo di Pergola con le statue equestri, la stessa Pesaro con la Domus di via dell'Abbondanza.

Ecco, diciamo che quindi c'è un interesse che smuove anche la provincia, tenendo conto che appunto il centro in questo momento assolutamente è Fano ed è innegabile. 

Anche Pesaro ha chiesto di saperne di più, e anche in questo caso non a caso è l'elemento culturale che si muove, perché è l'Università dell'Età Libera di cui il Presidente Maurizio Sebastiani che vi ha invitato. 

Z: Sì, ci ha chiesto di fare un mini-ciclo di conferenze proprio su questi temi, Vitruvio, il De Architectura, la Basilica di Fano, questi temi qui e saremo presenti in tre date successive nel mese di marzo a Pesaro, quindi ci fa piacere che i pesaresi ci chiamino.

Come peraltro anche qui a Fano la MeMo ci ha chiesto di tenere incontri pubblici, li stiamo organizzando. Poi ovviamente speriamo di poter continuare a parlare di queste cose, a parlare della città. Tu dicevi giustamente che non c'è solo la Basilica di Vitruvio nella città di Fano e nella provincia, ma la città si presenta un po' come uno scrigno di tesori.

I: Forse è mai abbastanza pubblicizzato fuori il fatto che c'è le mura romane meglio conservate dopo Roma. 

Z: Qui abbiamo le mura, qui abbiamo l'arco, qui abbiamo lo stesso il teatro su cui speriamo che si possano fare dei passi avanti, la Basilica... viene fuori il disegno di una città anche dal punto di vista urbanistico di cui probabilmente Vitruvio è stato l'ispiratore, il primo attore, il primo urbanista di Fano.

Questo dobbiamo saperlo raccontare in maniera importante. Non credo che in giro ci siano città con queste caratteristiche, però è giusto quello che dicevi che vale la pena inserirsi anche in un'azione di promozione, ma questo non compete noi, di tutto il territorio perché è ricchissimo di presenze. 

I: Allargando ancora la Regione Marche.

Z: Per quello che ci riguarda come centro studi continueremo a fare le nostre cose sul piano scientifico, la nostra rivista è il quinto numero che stiamo preparando. La prossima edizione del corso di alta formazione, la Vitruvio Summer School, che si terrà a metà giugno qui a Fano e guarda caso il tema, ma questo era già stato deciso a settembre scorso, tratterà il tema della Basilica. Quest'anno contiamo, abbiamo già chiesto anche alla collaborazione della Soprintendenza, di poter far vedere ai corsisti anche di poter fare qualche lezione sul campo, proprio parlando a questo punto della Basilica di Vitruvio, non può mancare.

I: Assolutamente, quindi diciamo che è un momento estremamente importante, estremamente rilevante per quello che vuole essere realmente Fano, come si diceva sangue freddo, visione chiara, coraggio di fare scelte che in qualche caso potrebbero essere anche difficili e cercare appunto che queste scelte così difficili magari vengano fatte coinvolgendo tutta la città, sia dal punto di vista politico-amministrativo sia dei cittadini, facendo capire che se si arriverà a fare certe scelte è perché c'è una visione chiara, poi a beneficio di tutti. 

Z: Certamente, speriamo di poter vedere nel percorso, con calma, lo sviluppo positivo di quello che può venire da questa grande scoperta. 

I: Bene, non abbiamo tempo di aggiungere nient'altro, ricordo allora che per questo giovedì l'incontro al Centro Studi Vitruviani è già sold out, però ci si può già prenotare per i giovedì successivi. 

Il numero è 0721-175162, è il numero del Centro Studi Vitruviani. 

Z: Sì, ancora due o tre posti ce l'abbiamo per questo giovedì, poi andremo al prossimo. 

I: Questo comunque è il numero, provateci, se non c'è per questo andate ai prossimi. 

Grazie Dino Zacchilli, Presidente del Centro Studi Vitruviani, per essere stato nostro ospite e come sempre da Anna Rita Ioni, grazie a tutti voi che ci avete ascoltato. 

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