Piano di Emergenza Comunale di Fano 2026

Aggiornamento del Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile (PEC) 2026

Il Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile costituisce uno strumento fondamentale per la prevenzione e la gestione delle situazioni di emergenza sul territorio comunale.

Esso individua, in particolare, gli scenari di rischio presenti sul territorio, le modalità di intervento e di coordinamento delle strutture comunali e degli altri soggetti coinvolti, nonché le principali misure e procedure da adottare a tutela della popolazione in caso di evento emergenziale.

L'Amministrazione comunale di Fano ha pubblicato l'aggiornamento del Piano, a cui è possibile presentare osservazioni entro il 06/09/2026.

La pubblicazione del Piano rappresenta un'occasione di partecipazione per contribuire, attraverso eventuali osservazioni, segnalazioni o proposte, al miglioramento dello strumento di pianificazione comunale.

Le osservazioni pervenute entro il termine previsto saranno esaminate nell'ambito del procedimento di aggiornamento del Piano, al fine di favorire, per quanto possibile, un processo di pianificazione condiviso e rispondente alle esigenze del territorio e della comunità.

- Aggiornamento del Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile, pubblicato nell'Albo Pretorio online del Comune di Fano il 17/08/2026 (formato zip, 400Mb)


Mappa altimetrica del Comune di Fano

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Estratto dalla Relazione generale PEC Fano 2026

3.8 RISCHIO INDUSTRIALE (pag. 112)

L'eventuale presenza sul territorio di stabilimenti industriali, che utilizzano o detengono sostanze chimiche per le loro attività produttive, espone la popolazione e l'ambiente circostante al rischio industriale.

Un incidente industriale può, infatti, provocare danni alla popolazione e al territorio.

- Gli effetti sulla salute umana in caso di esposizione a sostanze tossiche rilasciate nell'atmosfera durante l'incidente variano a seconda delle caratteristiche delle sostanze, della loro concentrazione, della durata d'esposizione e dalla dose assorbita.

- Gli effetti sull'ambiente sono legati alla contaminazione del suolo, dell'acqua e dell’atmosfera da parte delle sostanze tossiche.

- Gli effetti sulle cose riguardano principalmente i danni alle strutture.

Una piena conoscenza di questi aspetti è la premessa indispensabile per ridurre il rischio industriale ai livelli più bassi possibili, prevenendo danni alla salute e all’ambiente.

La pericolosità industriale sul territorio è associata agli stabilimenti a rischio incidente rilevante (D.Lgs. n. 105/15 - "Seveso Ter"). Tali aziende sono assoggettate a tre obblighi:

- obbligo di relazione (dei processi industriali);

- obbligo di notifica (delle sostanze detenute);

- obbligo di Piani di Emergenza interno (PEI) e se necessario esterno (PEE).

All'interno del territorio comunale di Fano non sono presenti stabilimenti che rientrano nel campo di applicazione di rischio industriale incidenti rilevanti (D.Lgs. n. 105/15 - "Seveso Ter") e neppure impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti soggetti all'art. 26-bis della Legge n. 132/2018 (c.d. Decreto Sicurezza).

Tuttavia, anche nelle aziende non soggette a tale normativa potrebbero comunque verificarsi incidenti, sia pur più limitati, come conseguenza di incendi o allagamenti; ad esempio ditte di lavorazione materie plastiche o dedicate al trattamento dei rifiuti, falegnamerie con depositi di legname più o meno rilevanti, stabilimenti con sostanze chimiche ecc..

Pertanto, nel Piano non sono presenti piani di emergenza specifici, ma nel successivo paragrafo 7.15 si riportano le norme minime comportamentali da mantenere in caso di incidente industriale.

In caso di incidente, qualora lo stabilimento non fosse riconducibile alla direttiva Seveso né al Decreto Sicurezza, un utile riferimento per il modello di intervento da porre in atto è la direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 02.05.2006, che rimane valida in generale.

3.8.1 Indirizzi operativi

Nel rischio industriale confluiscono tutti gli incidenti che colpiscono sia gli stabilimenti industriali soggetti alla Direttiva Seveso sia quelli che non lo sono, ma che potrebbero provocare comunque delle emissioni di sostanze nell’aria e nelle falde acquifere a seguito di un particolare incidente (ad esempio un incendio nello stabilimento o parte di esso).

Risulta quindi fondamentale anche in quest'ultimo caso la risposta rapida del soccorso tecnico urgente, la valutazione dell'eventuale rischio ambientale e sanitario, così come il coinvolgimento dell’amministrazione comunale in tali eventi.

7. INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE (pag.228)

D.Lgs. 1/2018 "Codice della Protezione Civile" (di seguito Codice)

L'art. 12 comma 5 lettera b) del Codice stabilisce che il sindaco è responsabile "altresì dello svolgimento, a cura del Comune, dell'attività di informazione alla popolazione sugli scenari di rischio, sulla pianificazione di protezione civile e sulle situazioni di pericolo determinate dai rischi naturali o derivanti dall'attività dell'uomo".

La pianificazione di protezione civile comunale, risulta efficace solo se è conosciuta dalla popolazione e, pertanto, deve essere abbinata a una specifica attività di informazione alla popolazione, attraverso modalità dedicate al periodo ordinario e altre alle emergenze.

7.15 NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI INCIDENTE INDUSTRIALE (pag. 247)

Se abiti in una zona con stabilimenti industriali

Informati dal Sindaco del tuo Comune se sono inseriti nell'elenco degli impianti a rischio per i quali è previsto un piano di emergenza in caso di incidente.

In caso di incidente industriale

- Quando il rischio di contaminazione è elevato le Autorità responsabili dell'emergenza possono ordinare l'evacuazione secondo il Piano di emergenza esterno prestabilito, che fornisce anche indicazioni relative alle modalità di allontanamento e ai luoghi di raccolta.

- Segui le indicazioni contenute nelle schede di informazione alla popolazione distribuite dal sindaco per conoscere le misure di sicurezza da adottare e le norme di comportamento.

- Rifugiati in un luogo chiuso per ridurre l'esposizione alle sostanze tossiche emesse dallo stabilimento.

- Chiudi porte e finestre proteggendo gli spiragli con tessuti bagnati, spegni condizionatori ed aeratori evitando l'interscambio di aria con l'esterno.

- Presta attenzione alle informazioni date dalle autorità attraverso impianti megafonici, altri mezzi ed eventuali segnali: possono fornire utili indicazioni sulle misure da adottare e sulla situazione.

- Fino al cessato allarme, tieniti informato con la radio e la tv per seguire le indicazioni fornite dagli organi competenti sulle misure da adottare e sulla situazione in atto.

Al cessato allarme, aera gli ambienti e resta sintonizzato sulle radio locali per seguire l'evoluzione del post-emergenza.

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Centri prima assistenza (pag.162)...

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Elenco documentazione

- Relazione generale PEC Fano 2026 (formato pdf, 20Mb, 270 pagg.)

Allegati

- Tav. 1: Planimetria generale (scala 1:20.000)

- Tav. 2A: Rischio frana (scala 1:5.000)

- Tav. 2B: Rischio frana su viabilità (scala 1:10.000)

- Tav. 3A-B: Rischio esondazione F. Metauro (scala 1:5.000)

- Tav. 3C: Rischio esondazione T. Arzilla (scala 1:5.000)

- Tav. 3D: Rischio esondazione R. Marsigliano e R. Crinaccio (scala 1:5.000)

- Tav. 4A-B: Rischio inondazone marina (scala 1:10.000)

- Tav. 5A-B-C: Rischio neve (scala 1:10.000)

- Tav. 6: Rischio allagamenti (scala 1:20.000)

- Tav. 7A-B: Rischio incendi boschivi e di interfaccia (scala 1:10.000)

- Tav. 8A-B-C: Rischio inquinamento costiero da idrocarburi (scala 1:5.000)

· 8A Base e 8A Ortofoto

· 8B Base e 8B Ortofoto

· 8C Base e 8C Ortofoto

- Tav. 9A-B: Rischio collasso diga di Tavernelle (scala 1:5.000)

- Tav. 10A-B-C-D-E-F: Rischio sismico - Aree di Protezione Civile (scala 1:5.000)

- Tav. 11A-B: Rischio maremoto

- Tav. 12: Carta delle aree di attesa (scala 1:18.000)

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Link utili

- Protezione Civile di Fano

· CB Club Mattei - sito

· CB Club Mattei - pagina FB

Comune di Fano - Piano comunale di Emergenza 2018
Definizione del sistema di sistema di protezione civile e illustrazione del Piano di Emergenza Comunale

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