Pannelli informativi degli scavi di piazza Andrea Costa a Fano

Fano - Piazza Andrea Costa
Indagini archeologiche

Testi dai pannelli collocati nel perimetro degli scavi (Ministero della Cultura, SABAP AN-PU, Comune di Fano, AdArte), immagini come da attribuzione

1) Dalle prime ricerche alle indagini del 2024
2) Ricerche 2025-2026 - Quadro generale
3) Basilica di Vitruvio - Dal De Architectura alle ricostruzioni
4) Basilica di Vitruvio - Dai modelli ai dati di scavo: corrispondenze
5) Il Macellum
6) Edifici di epoca medievale e moderna

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1) Dalle prime ricerche alle indagini del 2024

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, i lavori di demolizione del convento di S. Daniele, per la costruzione del nuovo mercato in piazza A. Costa, portarono alla luce resti di antichi fabbricati.

Nell'area tra i palazzi Amiani e Boccaccio sono state individuate due strutture, come dai disegni di Ciro Uguccioni.

Pianta degli scavi archeologici effettuati nel 1910
su parte dell'area dell'attuale piazza Andrea Costa
(Fano, Sezione Archivio di Stato)

Nella prima, presso palazzo Amiani, sono stati indagati tre ambienti, probabilmente legati a funzioni artigianali. Questi vani (A, F e N), includono: un ambiente quasi quadrato, forse usato come deposito d'acqua, un vano con i resti di una vaschetta e un pozzo murato.

Particolare delle strutture davanti Palazzo Amiani

Nella seconda struttura, vicino al palazzo Boccaccio, sono stati rinvenuti resti di ambienti non ben definiti e un canale (H-H'), forse collegato al vicino torrente Arzilla o al Metauro.

L'ambiente "A" mostra un pavimento a mosaico con tessere bianche, mentre nel settore "D", una scaletta conduce al canale sotterraneo "H-H'".

Infine, il vano "O" restituisce un pavimento a mosaico con tessere nere.

Particolare delle strutture davanti Palazzo Boccaccio

Tra i materiali emerge una testa femminile in marmo di età flavia, conservata nel Museo Civico di Fano.

Gli scavi di Piazza A. Costa, finanziati dal Comune di Fano, si inseriscono ai lavori di riqualificazione urbana della piazza.

Nel 2024 gli scavi interessano i Lotti 1 e 2 (settore ovest) e rivelano cinque ambienti romani: tre con mosaico a tessere nere e lastroni marmorei utilizzati anche in parete. Spicca una struttura absidata sub-rettangolare con rivestimento in cocciopesto.

La fase alto medievale è rappresentata invece dalla necropoli con la celebre sepoltura "Abbraccio di Fano": due individui (adulto e bambino) deposti abbracciati nella stessa fossa terragna.

Indagini archeologiche del 2024 - Sepoltura medioevale
(SABAP AN-PU)

2) Ricerche 2025-2026 - Quadro generale

Gli scavi archeologici del 2025-2026 di piazza A. Costa interessano il Lotto 3 (settore est) e sono situati tra via Montevecchio (a sud), via Arco di Augusto (a nord), la pescheria (a ovest) e il mercato delle erbe (a est), per un'estensione complessiva di circa 1000 mq.

Gli scavi, diretti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino, hanno rilevato le strutture del monastero di S. Daniele fondato dalle monache Agostiniane nel 1584 e annesso alla Chiesa di S. Daniele, parrocchia già dal 1226.

Queste strutture si sovrappongono alle evidenze archeologiche relative alle fasi medievali e romane presenti.

A sud del Lotto 3, il monastero ricalca il Macellum, edificio pubblico romano adibito al commercio della carne e del pesce, mentre a nord, verso via Arco di Augusto, si trova la Basilica di Vitruvio, i cui muri perimetrali sono emersi durante le prime fasi di sbancamento.

A nord-ovest della Basilica si colloca il Foro della Colonia Iulia Fanestris.

L'area di scavo è ubicata all'incrocio dei due assi viari principali della Fano romana: il Decumano massimo, in via Arco di Augusto (asse est-ovest) e il Cardo massimo, sotto la pescheria (asse nord-sud).

Le cinque colonne rinvenute (diametro 1,50m/5 piedi romani) corrispondono perfettamente, sia nella descrizione che nelle misure, a quanto riportato da Vitruvio nel De Architectura, confermando così l'identificazione e la relativa collocazione dell'edificio.

Emerge così la notizia che avrebbe cambiato la storia di Fano: "Abbiamo trovato la Basilica di Vitruvio".

Indagini archeologiche 2025-2026 - Colonna sud-est
(SABAP AN-PU)

Ipotesi ricostruttiva delle evidenze di epoca romana
(AdArte)

3) Basilica di Vitruvio - Dal De Architectura alle ricostruzioni

"Esistono tuttavia basiliche che per dignità e bellezza reggono bene il confronto, come quella della colonia Giulia di Fano che io stesso ho progettato e di cui ho seguito i lavori."

(De Architectura Libro V, 1, 6)

Vitruvio descrive la basilica civile della Colonia Iulia Fanestris: la navata centrale lunga 120 piedi (35,5m) e larga 60 piedi (17,7m); colonne alte 50 piedi (14,8m) e di diametro 5 piedi (1,48m).

Alle colonne si addossano i pilastri alti 20 piedi (5,9m), larghi 2,5 piedi (0,74m) e profondi 1,5 piedi (0,44m) che sostengono il soppalco superiore con pilastri minori alti 18 piedi (5,3m), larghi 2 piedi (0,59m) e aventi spessore 1 piede (0,29m).

Nella navata centrale Vitruvio riporta 4 colonne sul lato corto, 8 sul lato lungo prospicente il foro (via Arco di Augusto) e 6 sul lato opposto al fine di non ostacolare la vista sul tempio di Augusto (Aedes Augusti), rivolto verso il foro e il tempio di Giove.

All'interno del tempio, il tribunale (tribunal), luogo dedicato all'amministrazione della giustizia.

Dal XV secolo studiosi e architetti hanno proposto numerose ricostruzioni della Basilica di Fano. Tra questi, Andrea Palladio (1556) che posiziona il pronao sul lato lungo insieme al tempio di Augusto e al tribunale, indicando l'ingresso alla Basilica sul lato lungo, aperto sul foro.

Pianta della Basilica tratta dall'edizione 
del De Architectura di Daniele Barbero del 1567

Posizionamento dei rinvenimenti su pianta della Basilica
(Archeoclub Fano)

4) Basilica di Vitruvio - Dai modelli ai dati di scavo: corrispondenze

La Basilica di Vitruvio a Fano è l'edificio civile dove si svolgevano le funzioni amministrative, giuridiche ed economiche durante l'epoca romana.

L'ipotesi formulata recentemente, che posiziona la Basilica tra piazza Avveduti e piazza A. Costa e che si affaccia su via Arco di Augusto (modello basilicale "orientale"), è stata confermata dalle indagini archeologiche 2025-2026, grazie a diametro (1,50m), intercolumnio (3m) e posizione delle colonne.

Gli scavi hanno restituito al momento 5 colonne, di cui 4 in piazza A. Costa (Lotto 3) e una, quella angolare, in piazza Avveduti, perfettamente corrispondenti alla descrizione vitruviana.

Ogni colonna e relativo pilastro addossato, che in origine si elevavano per 15m di altezza,
presentano un nucleo in caementicium (impasto di calce, pozzolana e inerti come pietre, frammenti di laterizi) con paramento in opus vittatum (blocchetti quadrangolari su filari orizzontali), riscontrato in tutti gli edifici pubblici di epoca romana di Fano.

In merito ai rivestimenti dell'edificio, gli scavi 2025-2026 hanno individuato solo la preparazione pavimentale: statumen (ciottoli disposti a secco), rudus (calce, sabbia, ghiaia/ciottoli) e nucleus (malta mescolata a frammenti di ceramica o marmo detti crustae).

L'Aedes Augusti e il Tribunale, invece, integrati in un unico ambiente, potrebbero occupare il lato lungo opposto al foro.

Foto aerea dello scavo - SABAP AN-PU
(nel cerchio rosso la colonna SE)

5) Il Macellum

Nelle città romane vige il principio della separazione tra le funzioni politiche ed economiche da quelle commerciali, collocate in un'area apposita della pubblica piazza, il forum.

Nel mondo romano viene eretto un edificio dedicato al commercio alimentare, volto alla vendita di carne e di pesce, ovvero il macellum.

Il termine va a definire un nuovo tipo di edificio composto da un cortile quadrangolare circondato da portici e botteghe (tabernae).

I macella si inseriscono all'interno del rinnovamento urbanistico dopo la guerra sociale (91a.C. - fine 88a.C.) e il fervore edilizio della prima età imperiale.

Da questo momento le strutture sopra descritte si diffondono anche nelle province romane e trovano collocazione nelle aree pubbliche, in prossimità del foro ma separate dalla basilica.

Lo spazio interno del macellum si articola intorno ad un'area esagonale sulla quale si aprono gli ambienti ad uso commerciale.

In genere al centro di tale spazio si struttura una vasca destinata alla conservazione e alla vendita del pesce fresco. Spesso la struttura si affaccia sugli assi principali della città romana: Cardo massimo e Decumano massimo.

Durante le indagini del 2025-2026 nell'area a sud di piazza A. Costa sono emerse evidenti tracce di strutture murarie attribuibili al macellum della città romana di Fano.

Le indagini, ancora in corso, hanno messo in luce tre setti murari relativi all'area esagonale e agli ambienti interpretabili come botteghe (tabernae).

Queste interpretazioni potranno essere confermate in seguito alla prosecuzione degli scavi.

Foto aerea dell'area di scavo del Macellum con le botteghe
(SABAP AN-PU)

6) Edifici di epoca medievale e moderna

In passato, percorrendo via Arco di Augusto un viaggiatore avrebbe visto un panorama urbano diverso da quello attuale: non la piazza del mercato e la pescheria, ma vecchie case, cortili e le strutture della chiesa e convento di S. Daniele, costruiti su quella che ora è piazza A. Costa.

Nel 1521 la chiesa fu ceduta alle monache Agostiniane, dette anche Orsoline e Trinitarie, che precedentemente avevano già occupato i monasteri di S. Orsolina (presso porta Maggiore) e della SS. Trinità (poi del Suffragio). Nel 1584 le monache affiancarono alla chiesa un nuovo monastero, mantenendone il nome.

Una lapide marmorea, conservata nel Museo Civico del Palazzo Malatestiano, ricorda il vescovo di Fano F. Rusticucci, che consacrò la chiesa da lui ricostruita nel 1585.

L'epigrafe recita:

FRANC(iscu)S RUSTIC(ucciu)S EPI(scopu)S

ET CIVIS FANEN(sis) ECCL(esi)AM
S(anct)O DANIELI DEDICATA(m) CO(n)SECRAVIT

PRIDIE NONAS SEPTEMBRIS MDLXXXV

PRAEFECTA S(acris) MONIALIBUS RELIGIOSA

MA(ria) PERA EIUSD(em) EP(iscop)I AMI(tia)

Gli scavi del 2024-2026 hanno restituito i pilastri del chiostro, le murature del monastero e le strutture murarie della chiesa affacciate su via Montevecchio.

Documenti dell'Archivio di Stato di Fano, attestano che nel 1910 venne demolito il convento di S. Daniele, per costruire il nuovo mercato. Nel 1911 nacque la attuale Piassa Nova, con porticato aperto sui quattro lati della pescheria. Al porticato est, detto Fila dei Macei perché presenti ancora oggi negozi per la macellazione della carne, fu poi aggiunta una tettoia a metà altezza.

Piazza Andrea Costa, 1911
(da lavalledelmetauro.it)

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